Non si era mai vista una bufera di questo genere abbattersi su una festa paesana. 43 anni di ‘onorate’ edizioni della sagra dei ‘bigoli co’ l’arna’ di Zanè con tutto il lavoro di centinaia di volontari sembrano essere stati spazzati via dal sospetto di presunta intossicazione alimentare che sabato sera ha colpito diverse decine di persone. Queste, adulti e bambini, dopo aver mangiato i famosi bigoli artigianali col ragù di anitra, sono  finite al pronto soccorso con sintomi  di diarrea e vomito.

 

La Ulss si è presa in carico il caso ed è subito accorsa a prelevare dei campioni di ragù per le analisi batteriologiche. E’ questione di qualche giorno ma i risultati sapranno dare una risposta definitiva al caso che sta animando le pagine dei giornali e dei social.

 

CattelanNell’attesa che vengano chiarite eventuali responsabilità la sagra paesana sta subendo un ‘crucifige’ non solo dall’opinione pubblica, ma anche dagli esercenti di tutti quei ristoranti che, in diverse forme, si sentono spesso danneggiati economicamente dal fiorire di manifestazioni enogastronomiche sotto i tendoni, che dirottano centinaia di clienti verso strutture provvisorie gestite da volontari. A rappresentarli è stato il presidente di Ascom Emanuele Cattelan, che chiede che le regole sanitarie siano valide per tutti. Quelle regole che troppo spesso mettono sotto pressione gli esercenti.

 

La proloco si trincera dietro il silenzio, e fa sapere che resta in attesa del risultato delle analisi. Ma il sindaco di Zanè Roberto Berti è amareggiato da quella che sembra una caccia alle streghe che a suo parere sta letteralmente annullando il lavoro svolto dagli associati proloco, e ci tiene a difendere il loro impegno, a prescindere da quello che determineranno gli esiti tossicologici sul famigerato ragù.

 

‘I volontari hanno lavorato come pazzi – ha dichiarato deciso il sindaco  – per tre mesi, seguendo tutte le normative igienico sanitarie richieste dalla legge, dalla pulizia al vestiario, dall’uso rigoroso degli abbattitori di temperatura ad ogni sorta di misura di prevenzione. Una settimana prima dell’inizio della sagra era uscita la commissione per controllare la solidità della struttura, l’attenzione alle norme di sicurezza e alla conservazione degli alimenti. Ho visto personalmente come lavorano e come si preparano. Si tratta della festa più importante del paese, che si è guadagnata la fama in 44 anni di professionalità e di lavoro di centinaia di volontari. Non è mai successo niente anche solo di simile a questo in precedenza. Sono rammaricato che adesso sia rovinata la reputazione della sagra solo per una macchia. Io personalmente mi sento solo di ringraziare questi 100 e più volontari. So con che scrupolosità ed impegno hanno lavorato, e come sono stati controllati. Non posso parlare delle altre sagre, ma di questa sì. L’incidente può succedere, e mi dispiace enormemente che sia successo proprio a quelli che ci hanno messo l’anima’.

 

Marta Boriero

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