Si sono incontrati in 21, ma altri 15 hanno aderito all’iniziativa pur non potendo, con giustificazione, essere presenti. Un gruppo di ex-compagni del Seminario della diocesi di Padova, quasi tutti nati nel 1953, si sono ritrovati a Thiene per ricordare la rigorosa formazione, i momenti di festa, le partite di calcio, le goliardiche avventure clandestine e soprattutto l’amicizia tra adolescenti che ancor oggi li lega.
Hanno frequentato il Seminario al “Barcon” per le tre classi medie dal 1964 al 1967 e successivamente, in una cinquantina, due anni scolastici dal 1967-68 e 1968-69, dell’allora chiamato ginnasio, al Collegio Arcivescovile a Thiene, oggi Palazzo Cornaggia. Per la cronaca nel 1970 i seminaristi che frequentavano il “Barcon” e il “Collegio” sono stati trasferiti nel nuovo Seminario di Tencarola, a Padova, chiudendo a Thiene un ciclo storico risalente agli inizi del 1900.
Erano presenti professionisti, politici, sacerdoti, ex-sacerdoti addirittura un nunzio apostolico. Strade ed esperienze di vita diverse sono state raccontate dopo quasi 60 anni di vita in località diverse. Eppure sembrava si fossero separati l’altro ieri.
Grazie all’Amministrazione comunale di Thiene e alla disponibilità del dirigente dell’Ufficio per il Turismo, e del direttore della Biblioteca civica dislocata presso Villa Cornaggia, ristrutturata di recente, sono state aperte per gli amici le porte degli attuali spazi della Biblioteca un tempo frequentati come aule scolastiche, dormitori, refettorio, sale giochi e chiesa nonché la parte signorile della Villa un tempo riservata ai superiori prelati. Tra le eccezionali guide “turistiche” anche l’ex sindaco Gianni Casarotto per raccontare l’evoluzione della riorganizzata Villa. Tocco folkloristico la visita all’adiacente risistemata “Giassàra” del XVII secolo all’epoca del seminario discutibile deposito poco igienico. Territorio, però, di caccia a lucertole e pantegane di alcuni che arditamente sfuggivano alla sorveglianza dei superiori.
Una Santa Messa, anche per ricordare gli amici “andati avanti” – come dicono gli alpini ,- è stata celebrata nella storica chiesetta dedicata ai santi Girolamo e Gaetano della Conca grazie alla squisita ospitalità del parroco don Eros Bonetto. Non poteva mancare il pranzo. Dove? Logicamente presso il ristorante “Al Barcon” seguito da una passeggiata al “Vecchio Barcon”. Purtroppo l’edificio ha lasciato tutti di stucco di fronte al degrado dei giardini e ai crolli della struttura, trascurata anche dagli attuali proprietari. Quella che nella storia viene indicata come Villa Franzan, edificata nel 1600, oggi risulta pericolante mentre gli stabili, costruiti successivamente per l’ospitalità dei seminaristi, sono addirittura crollati aumentando nella compagnia degli ex una certa tristezza. E si domandavano come mai non si pensa di valorizzare tutta la località.
“Alla fine però ciò che conta non è quanti anni ci sono nella tua vita, ma quanta vita nei tuoi anni” (Abraham Lincoln). Perché “Ciò che nella vita rimane, sono i ricordi dei momenti che hai vissuto e ti hanno fatto felice” (Alda Merini).
Giorgio Battocchio
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