Questa fusione ‘s’ha da fare’. Ad esserne convinti sono adesso gli ex amministratori di Carrè e di Chiuppano che hanno governato i due paesi del 1975 ad oggi, riuniti per la prima volta in un incontro pubblico organizzato lunedì sera dall’associazione pro fusione ‘Io sono fuso’, in vista del referendum popolare del 16 dicembre.

Il parere favorevole non arriva solo da motivazioni puramente economiche (gli 8 milioni di euro che lo Stato elargirebbe in 10 anni al nuovo comune Colbregonza), ma anche storiche, culturali ed affettive, con le quali tutti i primi cittadini si sono confrontati nel corso dei loro (anche molto lunghi) mandati.

Gli amministratori, ha spiegato Igor Brunello, moderatore della serata e portavoce del gruppo, dal 1977 ad oggi hanno già messo delle potenti basi per la nuova aggregazione tra i due paesi. A partire dalla unione delle due squadre calcistiche nel giugno del 1991, grazie all’iniziativa dell’ex sindaco di Chiuppano Riccardo Ferrasin (1985-1995), primo atto che fa trasparire dallo storico evento una chiara volontà di Carrè e Chiuppano di collaborare sotto la stessa bandiera.

Anche lo statuto comunale, dello stesso anno, è quasi il precursore ideale della fusione, in quanto redatto congiuntamente per i due comuni, caso unico in Italia. Nel documento si parla già di unione, collaborazione ed unicità di intenti.

 

Ma molti altri sono i pezzi del puzze che completa la fotografia dei due paesi sotto l’egida di una unica amministrazione, collocati in 40 anni di vita politica. Laura Artuso, vicesindaco di Carrè durante l’amministrazione di Alessandro Spillare (1990-1995), ha spiegato che durante il suo mandato è stato approvato il progetto che ha permesso poi di realizzare la palestra intercomunale, per la bella cifra di un miliardo e 800 milioni delle vecchie lire. Durante l’amministrazione di Pietro Tosello (1995-2004), racconta Lia Zenere, all’epoca vicesindaco di Carrè, si è invece inaugurata la scuola media unificata ‘Nicolò Rezzara’, realizzata in conproprietà ed al confine tra i due comuni. In tempi più recenti si ricorda l’unificazione della protezione civile, del server dei due municipi e dell’ufficio tecnico.

Pareri favorevoli alla fusione sono venuti anche da Bortolino Enzo Segalla, sindaco di Chiuppano dal 1975 al 1985 e dal 1995 al 1999, e da Mario Dal Cero, sindaco di Carrè dal 2004 al 2014. Grande assente invece il paladino del comitato ‘No alla fusione, sì alla collaborazione’, l’ex sindaco si Chiuppano Gianpaolo Maino (2004-2014), che sta raccogliendo attorno a sé quelli per cui la fusione non è per niente un affare. Non presente alla serata nemmeno Roberta Tribbia, sindaco di Chiuppano dal 1999 al 2004.

‘Il mio intento – ha detto a conclusione dell’incontro l’attuale sindaco di Carrè Davide Mattei – è quello di far votare il maggior numero di cittadini, perché quel che temo di più è la poca partecipazione. Se vince il Sì con scarsa affluenza, sarà comunque un sì debole. Se passa il No vedo invece nei prossimi anni una specie di barriera tra i due comuni. Come sindaco mi sento di tracciare una strada, non guardare sempre all’ordinaria amministrazione’.

‘Quelli che non sono favorevoli alla fusione – ha commentato invece il sindaco di Chiuppano Giuseppe Panozzo – mi sembra che portino avanti una scelta per partito preso. Io non ho sentito ad oggi qualcuno che mi spieghi una ragione valida per votare no’.

 

Marta Boriero

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