Per migliaia di persone anche assicurarsi un pasto, mettere assieme pochi alimenti base, diventa uno scoglio insormontabile. Oltre 150mila persone lo scorso anno in Veneto hanno potuto dare risposta a questo bisogno primario grazie ad una realtà che è consolidata e nella quale come Regione crediamo molto. Sono gli “Empori della solidarietà”, luoghi in cui la redistribuzione delle eccedenze alimentari permette di rispondere ai bisogni ad un mondo composito: nuclei familiari numerosi, persone sole, di chi ha perso il lavoro o non lo trova, vecchie e nuove povertà, persone giovani o anziane, tanti bambini. Una esperienza concreta ed etica che per il biennio 2023-2024 abbiamo scelto di rifinanziare”.

Così l’assessore alla Sanità e Politiche Sociali Manuela Lanzarin annuncia una delibera, approvata dalla Giunta regionale su sua proposta, con la quale si stanzia un milione di euro come finanziamento all’iniziativa e si approvano i criteri per la presentazione e selezione delle progettualità.

Lo scorso anno gli utenti aiutati dalla rete degli Empori della Solidarietà è stata di 150mila 583 utenti. Un numero che ha di gran lunga superato quelle che erano le stime.

E’ una delle tante iniziative che abbiamo messo in campo per sostenere questa parte della società più fragile e vulnerabile – aggiunge Lanzarin – guardiamo con occhi di riguardo al mondo del bisogno e la valorizzazione della redistribuzione delle eccedenze alimentari a favore di persone e famiglie in difficoltà attraverso la realizzazione di progetti di inclusione sociale, va proprio in questa direzione. E’ così che è nato il modello degli Empori della Solidarietà. Li abbiamo via via strutturati, fino a far nascere una vera e propria Rete, della quale oggi fanno parte ben 28 Enti Gestori che sono la risposta concreta sui territori. Il loro ruolo è fondamentale perché consente di dare una risposta immediata alla piaga della povertà alimentare che ben sappiamo essere madre di molte altre: chi si alimenta poco o in modo scorretto rischia problemi di salute, difficilmente riesce a sostenere impegni lavorativi e ad approcciarsi alla vita con fiducia”.

Si tratta di Empori di due tipologie: gli Empori diretti (che funzionano come un piccolo supermercato) e quelli Indiretti (che funzionano più come magazzini di stoccaggio).

L’attività del 2022 – fa notare la Lanzarin – ha realizzato numeri record: gli Empori hanno recuperato 62.892 quintali di eccedenze alimentari. La loro importanza si è vista anche durante la pandemia del Covid, durante la quale essi hanno saputo individuare gli interventi più efficaci per intercettare e aiutare le persone più in difficoltà. Ora è significativa anche l’attenzione che viene posta al tema delle nuove vulnerabilità, che costituisce una grande ricchezza. Non dimentichiamo inoltre che il progetto è sinergico alla finalità inserite nel PNRR – Missione 5 Housing temporaneo”.

Sulla base dei criteri che sono stati approvati beneficiano degli Empori persone in difficoltà economica, a volte non conosciute ai servizi sociali, anche se non residenti nel Comune in cui ha sede l’Emporio. Il progetto è rivolto in maniera prioritaria ai nuclei familiari in condizione di reale difficoltà e disagio familiare, lavorativo, economico e/o sociale. Il target è rappresentato dai beneficiari più a rischio come le famiglie numerose, i nuclei monoparentali, e gli anziani soli, cui aggiungere le cosiddette “nuove vulnerabilità”.

E’ un mondo troppo spesso sommerso che non è facile da intercettare e che raramente chiede aiuto, molte persone sono convinte di potersi alimentare con quel poco che riescono a reperire – aggiunge l’assessore – riuscire a coinvolgerle rappresenta un grande aiuto sociale”.

Possono presentare domanda di contributo i soggetti già inseriti nella rete dei 28 Empori regionali; gli Enti del Terzo Settore con sede in regione Veneto che siano iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo Settore, o le cui procedure di trasmigrazione sono in corso e gli enti iscritti all’apposita Anagrafe (onlus).

Le proposte progettuali andranno inviate esclusivamente in formato pdf tramite PEC all’indirizzo

servizi.sociali@pec.regione.veneto.it

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