Dare alle persone fragili un’opportunità concreta di lavoro, autonomia e futuro. È questo il cuore del nuovo progetto che prende vita a Schio e che il 12 settembre segnerà il cambio di gestione della storica gelateria ‘Il piacere’. La gelateria si prepara così ad aprire un nuovo capitolo della sua storia, con Cooperativa Sociale Cogita: accanto alla consueta attenzione alla qualità delle materie prime e alla cura della preparazione artigianale, arriva un ingrediente speciale, quello dell’inclusione lavorativa.

‘Il piacere’, il lavoro come opportunità
Sarà infatti uno spazio concreto di inserimento professionale per persone fragili. Fin dall’inizio, l’obiettivo è offrire non soltanto un’esperienza, ma un vero lavoro, con un regolare inquadramento da dipendente e la gratificazione di uno stipendio. Un primo passo verso un percorso più ampio, pensato per trasformare l’esperienza quotidiana in una vera professionalità, spendibile anche al di fuori della gelateria. È una filosofia che guarda al lavoro come strumento di libertà. Un modello che ricorda, per spirito e ambizione, l’esperienza di PizzAut: trasformare la ristorazione in un luogo in cui conquistare competenze, relazioni, autonomia e, soprattutto, riconoscimento sociale. Il progetto non si fermerà alla gelateria. Cogita sta infatti lavorando per ampliare le opportunità di inserimento attraverso la collaborazione con le aziende e la formula del distacco, con l’intento di creare una rete sempre più ampia di occasioni professionali per le persone coinvolte.

Un appuntamento da assaporare
La prima stagione autunno-invernale di questo nuovo capitolo prenderà ufficialmente il via sabato 12 settembre, con un pomeriggio dedicato ad attività e incontri. Il momento centrale sarà intorno alle 17, quando sono previsti i saluti e la presentazione del progetto. Sarà un’occasione per entrare nello spazio, conoscere le persone che lo rendono possibile, ascoltare la storia di questa nuova avventura e, naturalmente, assaggiare il gelato. Perché a volte un gusto può raccontare molto più di una ricetta. Può raccontare una possibilità.
L’invito è aperto a tutti: cittadini, realtà del territorio, imprese e mondo dell’informazione. Venire, conoscere e condividere il progetto significa contribuire a far crescere una cultura dell’inclusione in cui il lavoro non sia soltanto occupazione, ma anche dignità, relazione e futuro.

di Red@zione AltovicentinOnline

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