La Cittadella dello Sport s’ha da fare. E’ per questo che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Casarotto, intende approvare sabato in consiglio la delibera che prevede la ‘conversione’ dei 2.700 metri quadri della zona commerciale alle ex Distillerie Fabris con i 4.400 al Parco).

Una delibera che ha messo sul piede di guerra i commercianti di Ascom e anche chi non ha intenzione di vedere ampliata una zona commerciale nella zona a sud di Thiene, che dopo la delibera raggiungerebbe le dimensioni di un ‘parco commerciale’.

“Il comune non perde nulla ed è totalmente tutelato nella realizzazione della Cittadella dello Sport – ha spiegato il sindaco Giovanni Casarotto – Non si fanno favori a nessuno e chi è subentrato dopo il fallimento dell’azienda che aveva in appalto i lavori in origine, ha il vincolo del tribunale di usare il ricavato per realizzare il famoso Parco Sud”.

Al primo cittadino non va bene che l’argomento rimbalzi nelle pagine dei media proprio ora, in piena campagna elettorale e proprio ai suoi antagonisti, che accusa di “strumentalizzare l’argomento”, a circa un mese dalle prossime elezioni che potrebbero riconfermare o veder sostituita l’attuale amministrazione, Casarotto dice: “Se poi l’amministrazione comunale che uscirà vincente dalle prossime elezioni fosse in disaccordo con le scelte proposte dall’attuale e non volesse procedere ad approvare definitivamente la variante, al termine dell’iter necessario a rendere efficace la procedura, non farà altro che annullare la delibera di adozione,  assumendosene le conseguenti responsabilità”.

Spiegando di aver ridotto l’impatto del progetto ‘Parco Sud’ eliminando le 2 torri di 40 metri previste dal piano originale e di aver ridimensionato lo stadio e il costo dell’intervento, il primo cittadino spiega: “Sottolineo, che per quanto riguarda la trasformazione da direzionale a commerciale dei 4.400  metri quadri al Parco Sud, come noto, non si tratta di assegnazione di nuovo volume commerciale, ma di trasferimento di volume già in disponibilità alla ditta; in particolare i 2.718 metri quadri di superficie commerciale tuttora previsti in via Trieste presso le ex Distillerie Fabris, che ora vengono spostati al Parco Sud, corrispondono ad una media struttura di vendita di dimensioni tali che, a giudizio di questa Amministrazione, se realizzata, come era previsto, in pieno centro storico, avrebbe avuto sicuramente un impatto notevole sia dal punto di vista urbanistico che viabilistico, oltre ad un effetto dirompente per i negozi del centro. E’ bene chiarire qui, una volta per tutte, che l’amministrazione comunale trasferisce cubatura commerciale da via delle Robinie e da via Trieste in aree, al Parco Sud, che sono di proprietà del Comune e che tale resteranno fintanto che non vengano completate dal concessionario del Projetc tutte le opere previste. Se arriviamo solo ora all’adozione di questa variante urbanistica – ha continuato il primo cittadino – è perché alcune condizioni sospensive inserite nell’accordo di ristrutturazione del debito si sono realizzate solo nel mese di marzo 2017. Come amministrazione, coerentemente con quanto già approvato nel 2015, intendiamo procedere pertanto  con l’adozione della Variante. Si sappia, tuttavia, che l’accordo di ristrutturazione è già stato approvato dal Tribunale e affossarlo  creerebbe una situazione a dir poco grottesca e paradossale, anche perché qui non c’entra più nulla la ditta che aveva in appalto i lavori in origine, ma parliamo di un altro soggetto, con amministratori terzi, esterni alla proprietà, che ha due finalità. La prima è quella di concludere i lavori del Parco Sud. La seconda è quella di vendere tutto il patrimonio dell’azienda originaria al fine di ristorare, seppur con una riduzione, i creditori tra i quali sono compresi decine di dipendenti e circa 150 fornitori e artigiani. Se l’operazione non dovesse concludersi positivamente, considerato che la gran parte dei beni sono ipotecati a fronte di prestiti, il patrimonio finirebbe nella proprietà delle banche e assai poco rimarrebbe per i creditori minori, dipendenti, fornitori e piccoli artigiani in primis. Il patrimonio, messo all’asta, perderebbe ulteriormente di valore con minore possibilità di ristoro complessiva. Sicuramente – ha spiegato il sindaco – poi si verrebbe a creare una distorsione del mercato con la perdita di valore degli immobili di altre ditte presenti sul mercato. Questo aspetto sociale e di ricaduta sul territorio dell’Alto Vicentino è stato attentamente valutato e tenuto in adeguata evidenza.

Appare quindi chiaro ed evidente che qui si cerca di fare gli interessi pubblici, completando i lavori del project e, al tempo stesso, di salvare soprattutto decine di creditori minori, piccoli artigiani in primis, che dal fallimento dell’impresa avrebbero rischiato di perdere tutto. Per quanto riguarda poi il comune di Thiene, non solo non perderà nulla, ma attuerà anche, coerentemente con le linee programmatiche  di mandato che si era data questa amministrazione, una  considerevole diminuzione dei volumi previsti nel progetto iniziale, ritenuti per noi  ridondanti, anzi, un vero e proprio spreco di denaro. Da tutto quanto sopra esposto- ha concluso Casarotto – si evince come questa amministrazione comunale abbia sempre operato con trasparenza, senza favoritismi, con l’unico obiettivo di tutelare gli interessi pubblici e quindi ha messo in atto quanto era nelle proprie competenze per semplificare i lavori, ridurre i volumi previsti nell’area, come da programma di mandato, aumentare le garanzie con l’iscrizione di ipoteche di importo pari se non superiore al valore delle aree cedute, favorire la ristrutturazione del debito con le positive ricadute di cui ho parlato sopra, unitamente alla garanzia rappresentata dal Tribunale circa l’effettivo completamento delle opere pubbliche previste nel Parco Sud”.

A.B.

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