Dopo quasi vent’anni, il vecchio project financing del Parco Sud arriva a un nuovo snodo. Il cantiere è finito, ma la partita non è affatto chiusa: il Comune di Thiene individua le aree da trasferire a Nuova Domus Veneta, ancora in liquidazione. In ballo ci sono migliaia di metri quadrati con destinazione residenziale e commerciale, per un valore complessivo che supera i 3 milioni di euro. Il cantiere chiude, ma la partita del mattone riparte?
Una storia iniziata quasi vent’anni fa
Ci sono storie urbanistiche che sembrano non finire mai: quella del piruea Parco Sud è una di queste. Il progetto, adottato dal Comune nel 2004 e approvato dalla Regione nello stesso anno, nasceva per trasformare una vasta area della città attraverso nuove residenze, servizi, attività commerciali e opere pubbliche. Ora, a distanza di quasi vent’anni dai primi accordi, la partita torna sul tavolo con una nuova determinazione del Comune, siglata lo scorso 21 agosto.
Dalla F.lli Munaretto alla Nuova Domus Veneta
La storia del Parco Sud è anche la storia di un cambio di pelle societario. La convenzione del 2007 viene sottoscritta dal Comune di Thiene con l’Ati composta dalla F.lli Munaretto di Giuseppe Srl e dalla Area Engineering Srl. Poi arriva la crisi. Nel 2016 la F.lli Munaretto viene messa in liquidazione e cambia denominazione in ‘Nuova Domus Veneta Srl-in liquidazione’. Il Comune prende atto del percorso di ristrutturazione del debito e, nel 2018, della possibilità di proseguire la concessione con il nuovo soggetto, anche dopo lo scioglimento dell’Ati originaria.
In un documento comunale dell’epoca, ossia il verbale di deliberazione di consiglio comunale del 22 aprile 2017, l’allora sindaco Casarotto relazionava sulla situazione debitoria pesante della F.lli Munaretto: “dai documenti depositati in Tribunale, risulterebbe che la Ditta F.lli Munaretto ha debiti per 60 milioni, di cui 40 nei confronti di Banche ed Erario e 20 nei confronti di altri creditori, a fronte di un patrimonio valutato in 35 milioni”. Secondo quella ricostruzione, l’accordo di ristrutturazione prevedeva rinunce parziali dei creditori e affidava alla nuova società il compito di portare avanti il Parco Sud e valorizzare il patrimonio per soddisfare, almeno in parte, i creditori. La partita, però, non si ferma con il cambio di nome. Nuova Domus Veneta raccoglie il testimone della concessione, il Comune autorizza la prosecuzione dell’operazione e nel 2021 viene sottoscritto un nuovo atto integrativo della convenzione.

Il progetto ridimensionato
Da un progetto iniziale da 9,7 milioni di euro si è arrivati a un intervento di poco superiore ai 6 milioni. Il ridimensionamento è stato pesante: via la torre, perché il Comune non intendeva più trasferirvi gli uffici, e tagli anche agli impianti sportivi. A partire dallo stadio, inizialmente pensato per accogliere 4.500 spettatori e poi ridotto a una capienza di circa 2 mila posti, pur mantenendo l’omologazione per la Serie C. Confermati invece i campi da rugby e calcetto. Ma il passaggio decisivo, nella tormentata partita del Parco Sud, fu un altro: il via libera alla vendita dell’immobile Decathlon nel 2019. Un’operazione che garantì liquidità alla società e consentì di rimettere in moto i lavori. Meno opere, meno cubatura, meno ambizioni. Ma una vendita che, in quel momento, poteva fare la differenza tra un cantiere fermo e un progetto da portare a termine. Le opere del Parco Sud arrivano infine al collaudo: quello principale nel 2022 e l’integrazione relativa alle quattro torri faro dello stadio nel 2023. Adesso, nel 2026, arriva un altro capitolo: Nuova Domus Veneta, ancora in liquidazione, lo scorso maggio chiede la cessione di una parte delle aree previste come corrispettivo della concessione. E il Comune individua terreni per oltre 3 milioni di euro.
Tre milioni di euro sul piatto
Precisiamo subito: non si tratta di soldi che entreranno nelle casse comunali, ma del valore attribuito ai terreni che vengono trasferiti come parte del corrispettivo previsto dalla concessione. Il provvedimento comunale, firmato lo scorso 21 agosto, individua le aree che dovranno essere cedute in piena proprietà a Nuova Domus Veneta S.r.l. in liquidazione, nell’ambito degli accordi legati al project financing. Il valore complessivo delle aree indicate supera i 3 milioni di euro: 1.259.987,40 euro per il comparto residenziale e 1.746.360 euro per le aree a destinazione commerciale. Non si tratta, dunque, di una semplice compravendita di terreni comunali: le aree rappresentano una parte del corrispettivo previsto dagli accordi per la realizzazione delle opere pubbliche del Parco Sud. Terreni che rappresentano un patrimonio immobiliare destinato, secondo il provvedimento, a funzioni residenziali e commerciali, la cui concreta utilizzazione edilizia dovrà passare dai successivi titoli e adempimenti urbanistici.
I terreni e il futuro dell’area
Nel mirino ci sono diversi mappali del foglio 11. Il comparto residenziale comprende il mappale 1364, con una superficie catastale di 7.409 metri quadrati e una volumetria indicata di 10mila metri cubi. Sul fronte commerciale figurano invece i mappali 1357, 1358, 1359, 1360, 1361, 1362 e 1363. È qui che la vicenda potrebbe assumere un peso concreto per la città: quelle aree non sono semplicemente numeri riportati su un atto, ma rappresentano nuove possibilità edificatorie e commerciali per il futuro del Parco Sud.
Il Parco Sud, dunque, non ha ancora scritto la parola fine. Dopo quasi vent’anni, una pesante crisi aziendale, una ristrutturazione, il cambio di società e il completamento delle opere pubbliche, arriva un nuovo passaggio: il Comune si prepara a trasferire a Nuova Domus Veneta, ancora in liquidazione, aree per oltre 3 milioni di euro. Sulla carta è l’ultimo tassello di un accordo nato nel 2007. Ma proprio qui sta il punto: chiudere un project financing non significa necessariamente chiudere una storia. Resta da capire il destino economico di un patrimonio che per anni è stato al centro di debiti, garanzie, accordi e promesse.
P.V.
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