Thiene avrà la ‘clausola antifascista’? A chiederne l’introduzione è il consigliere comunale Alaeddine Kaabouri, “non per limitare la libertà di espressione, ma per garantire che spazi, risorse e riconoscimenti pubblici non vengano concessi a chi nega i principi democratici su cui si fonda lo Stato”. Dura la reazione dei consiglieri di opposizione Giulia Scanavin e Federico Mojentale: “perché limitarsi solo all’antifascismo? Sarebbe più coerente condannare ogni forma di autoritarismo ed estremismo, per non trasformare la democrazia in strumento di esclusione ideologico”.
La proposta per la ‘clausola antifascista‘ spiega il consigliere nasce “per ricordare e riaffermare i valori antifascisti della città di Thiene. Valori che non sono un’opinione personale né una bandiera di parte, ma il fondamento stesso della nostra Repubblica e della nostra convivenza democratica”. Il contesto è quello del corteo per la sicurezza, che lo scorso 24 gennaio è sfilato in città. Manifestazione a cui, secondo Kaabouri, avrebbero partecipato anche gruppi legati all’area neofascista, tra cui Riconquista Vicenza. Ma non solo. Il consigliere di ‘Èqua Thiene’ e recentemente spogliato di alcune deleghe dal sindaco Michelusi per le sue parole di solidarietà a Mohammad Hannoun, arrestato con l’accusa di aver finanziato Hamas, critica inoltre la presenza di esponenti delle minoranze consiliari al corteo, invitandoli a “dire apertamente cosa ne pensano. Non con ambiguità o silenzi, ma con una posizione politica netta: è accettabile marciare insieme a organizzazioni neofasciste? È compatibile con il ruolo di rappresentanti delle istituzioni democratiche? La risposta, purtroppo, oggi sembra essere sì, nel clima politico creato dall’attuale governo”.
La storia antifascista di Thiene
In più, il consigliere Kaabouri sottolinea che Thiene ha una storia antifascista radicata nella Resistenza e nella Costituzione: ” per questo ritengo giusto e necessario introdurre una clausola antifascista, come già avviene in molti Comuni italiani. Non per limitare la libertà di espressione, ma per garantire che spazi, risorse e riconoscimenti pubblici non vengano concessi a chi nega i principi democratici su cui si fonda lo Stato. L’antifascismo non è una reliquia del passato: è una pratica quotidiana di coerenza, memoria e responsabilità. E le istituzioni hanno il dovere di praticarlo, senza esitazioni”.

La replica di Fratelli d’Italia
I consiglieri Scanavin e Mojentale parlano di “strumentalizzazione politica” e ricordano che la Costituzione è già antifascista, promuovendo democrazia, libertà e ripudio della violenza. “La manifestazione del 24 gennaio si è svolta nel pieno rispetto della legge-spiegano, in risposta a Kaabouri-Lui sceglie di delegittimare pubblicamente chi vi ha partecipato: famiglie, lavoratori, cittadini comuni che hanno manifestato in modo pacifico la propria preoccupazione per la sicurezza di Thiene. Generalizzare, etichettare e insinuare sospetti è una scelta politica precisa, che serve più a colpire e screditare che a risolvere i problemi della città. Così facendo, si finisce per attaccare chi crede nella sicurezza di Thiene, come noi consiglieri che abbiamo deciso di esser presenti, e ha il diritto di esprimere le proprie preoccupazioni senza essere additato o messo sotto accusa” . I consiglieri FdI criticano inoltre alcune dichiarazioni passate di Kaabouri: “proprio per questo non accettiamo le lezioni di democrazia da lui. Prima di impartire lezioni, riteniamo che il consigliere Kaabouri debba rispondere dei propri comportamenti e delle proprie dichiarazioni, che in più occasioni sembra siano apparse in contrasto con i principi di pacifismo e rispetto istituzionale”. Il riferimento, ricordano i due consiglieri, va a quanto il consigliere Kaabouri dichiarò in merito “alla strage commessa il 7 ottobre 2023 a danno di innocenti israeliani-continuano- Kaabouri sui social scrisse ‘ io non lo condanno ma lo capisco, perché bisogna guardare al contesto, alla storia, alla rabbia che nasce da decenni di oppressione per capire’-concludono Scanavin e Mojentale-Dichiarazioni che pongono interrogativi seri sulla condanna della violenza e della strage come strumenti di azione politica”.
La parola al parlamentino di Thiene
Il dibattito approderà in aula consiliare nelle prossime settimane, tra memoria storica, sicurezza della città e ruolo delle istituzioni.
P.V.
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