Quando una passione è così forte da volerla condividere con tutti. E’ stata una scelta naturale, dettata dal grande amore per il ciclismo, a portare Vinicio Comberlato a creare ‘Il Piccolo Museo” a Villaverla, per raccontare la storia di uno sport che l’ha coinvolto sin da piccolo.

Il taglio del nastro arriva dopo sei anni di intensa ricerca da parte di Comberlato, vicepresidente della gs Villaverla, rintracciando non solo bici da corsa di grandi campioni ma, andando a ritroso negli anni, con pezzi originali dai primi del novecento fino agli anni sessanta.

“In casa, sin da piccolo, il ciclismo è stato protagonista  – spiega Vinicio Comberlato  – Con mio papà che, negli anni ’40 e ’50, lo praticava, instillandomi un amore per questo sport, che è diventata una passione travasata nell’associazione di ciclismo del paese”.

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A dare una gran mano nell’allestimento del museo, in via Einaudi a Villaverla, anche Gianemilio Coltro presidente della gs Villaverla, un’istituzione del ciclismo locale.
Presenti all’inaugurazione il sindaco Ruggero Gonzo ed il parroco don Silvio Borsin, rendendo  il giusto e meritato tocco d’ufficialità all’evento ripagato da una grande affluenza di pubblico.

 

“I tesori del museo”
Tra veri e propri cimeli sportivi, il museo ha tesori preziosi nelle maglie autografate dai campioni. Dalla quella gialla dello spagnolo Alberto Contador a quella verde indossata da Alessandro Petacchi al tour de France. Spiccano e creano forte emozione le maglie rosa di Stefano Garzelli, Gilberto Simoni e Vincenzo Annibali.
Posto d’onore alle bici usate da grandi campioni, come l’ex campione svedese Tommy Prim in corsa con la Bianchi, oppure Giacinto Santambrogio.

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Un patrimonio che, proprio nel giorno dell’inaugurazione, si è arricchito con la maglia autografata di Elena Berlato, punta tra le Elite, che non ha voluto mancare alla cerimonia.
“E’ stato emozionante vedere il frutto di anni di ricerca così apprezzato dal pubblico – racconta con un pizzico di emozione Vinicio – Ricevere i complimenti da Mario Maino, altro campione che negli anni ’60 diede lustro a Novoledo, mi ha fatto un piacere enorme”.

Paola Viero

 

 

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