25 aprile, 81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle 9 ha deposto una corona d’alloro all’Altare della patria, a Roma. Poi si è recato a San Severino Marche, cittadina medaglia d’oro al merito civile. Cortei e celebrazioni in tutte le principali città italiane. Gli aggiornamenti:

12:45 – MATTARELLA: LA FESTA DI TUTTI GLI ITALIANI CHE AMANO LA LIBERTA’

“Siamo qui perché, sulle macerie di un regime dittatoriale, anche in questo luogo si trovano le radici della Repubblica. Nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, festeggiando il 25 aprile a San Severino nelle Marche.

“E’ questo che celebriamo il 25 aprile: la festa di tutti gli italiani amanti della libertà. La celebriamo da una terra allora attraversata da una linea che divideva l’Italia, dall’Adriatico al Tirreno. Che divideva gli italiani. Una terra segnata dalle distruzioni della guerra. Da San Severino, intendiamo sottolineare, insieme al carattere della nostra ferma unità, la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace”.

“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese.
A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di patria”.

“Quello che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l’8 settembre 1943. I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica sociale italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane. I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta. Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza. I sacerdoti trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, medaglia d’oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica. I carabinieri che dettero la vita, come Glorio Della Vecchia, vice brigadiere, medaglia d’argento al valor militare, al quale fu intitolata la caserma dei Carabinieri di San Severino e il maggior Pasquale Infèlisi, medaglia di bronzo al valor militare, al quale è intitolata la caserma della legione Carabinieri Abruzzo e Molise a Chieti. Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani”.

“Lo scrittore statunitense William Faulkner, premio Nobel per la letteratura nel 1949, ammoniva, nel suo ‘Requiem per una monaca’ che ‘il passato non è mai morto, non è neanche passato’. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente.
Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”.

12:30 – GIULI OMAGGIA LAURO DE BOSIS

“In occasione dell’81° anniversario della Liberazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deposto questa mattina a Roma una corona d’alloro presso il busto di Lauro De Bosis, situato sulla passeggiata del Gianicolo”. “Un gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una figura che ha incarnato, con coraggio e senso civico, i valori di libertà alla base della nostra storia repubblicana”, ha dichiarato il ministro Giuli.

11:45 – CALENDA: CACCIANO LE BANDIERE UCRAINE DAL CORTEO

“Fascisti rossi a Roma cacciano dal corteo le bandiere ucraine. Vergogna! 650 tra droni e missili russi hanno colpito l’Ucraina ieri. Siete indegni di parlare di resistenti e partigiani. Chiedo un’immediata presa di distanze della sinistra parlamentare. Basta piazze governate dai fascisti putiniani”. Lo scrive su X il leader di Azione Carlo Calenda.

11:30 – MELONI: MOMENTO DI COESIONE NAZIONALE

“Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia. Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Poi: “Oggi ci ritroviamo nelle parole del presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”.

10:00 – MATTARELLA ALL’ALTARE DELLA PATRIA

“Oggi all’Altare della Patria con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le Alte Cariche dello Stato per celebrare doverosamente la ricorrenza del 25 aprile”, scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

9:00 – IL NONNO PARTIGIANO DI LAIKA

Un nonno partigiano che regala un fiore rosso alla sua nipotina. Si intitola ‘Senza memoria non c’è futuro’ ed è la nuova opera della street artist Laika, comparsa la scorsa notte nel quartiere della Garbatella a Roma – luogo simbolo della Resistenza capitolina – in occasione del 25 aprile.
Il lavoro, realizzato in collaborazione con i collettivi Join the Resistance e Artivismo, è accompagnato da un estratto di Oltre il Ponte, brano scritto da Italo Calvino nel 1959: “E vorrei che quei nostri pensieri, quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri, o ragazza color dell’aurora”.
Per l’artista “quel fiore è un passaggio di testimone. I nostri nonni hanno combattuto, e spesso sacrificato la propria vita, per la libertà e per la democrazia. Le loro storie e i loro gesti sono la memoria storica su cui si fonda la nostra Italia antifascista. Oggi è il giorno per ricordarli, ringraziarli, custodire le loro testimonianze e per continuare a lottare con sempre maggiore determinazione, a difesa della nostra libertà e di quella delle generazioni future”.

Di fronte a “simili tentativi di riscrivere la storia”, Laika ha ribadito come sia fondamentale “conservare e soprattutto diffondere la memoria storica del Paese, affidando alle generazioni future il compito di apprenderla e, a loro volta, preservarla e diffonderla, affinché certe atrocità non abbiano mai più a ripetersi. Viva l’Italia antifascista”.

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