«Niente burqa a scuola, ottima iniziativa del Ministro Valditara». Cosi in una nota Marina Terragni, Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, la quale sottolinea come «burqa e niqab, coperture femminili integrali, non sono indumenti: sono dispositivi violenti inventati da uomini impauriti dal corpo femminile inteso come impuro, sessualmente ingovernabile e portatore di disordine. Ogni donna che lo voglia dovrebbe poter denunciare l’imposizione di burqa e niqab come pratica penalmente perseguibile al pari di altre forme di violenza».
Ciò, afferma Terragni, «vale a maggior ragione per bambine e ragazze “contrattualmente” più deboli, costrette a subire l’imposizione da parte delle loro famiglie per non essere recluse in casa. Va dunque sostenuto senza alcun tentennamento l’emendamento del Ministro dell’Istruzione e del Merito al ddl sicurezza inteso a vietare il burqa a scuola, con punibilità dei genitori che per questa ragione decidessero di non mandare più le ragazze in classe. E stupiscono i dubbi espressi al riguardo dalla senatrice PD Simona Malpezzi, che parla di “propaganda”, e dalla segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi, che allude a una “cornice securitaria”. Nessun multiculturalismo può giustificare una simile violazione della libertà e della dignità della donna».
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