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Arsiero. Usava nomi di conoscenti e faceva recapitare esposti pieni di calunnie ai suoi nemici

Per due anni interi ha trascorso tutto il suo tempo libero a scrivere lettere ed esposti anonimi, firmandosi con nomi di ignari cittadini. Ed ecco che al commerciante, al cacciatore e al semplice compaesano di turno, arrivava Guardia di Finanza, ma anche Polizia locale e  Arma dei Carabinieri. Un passatempo maniacale quello dell’operaio di Arsiero denunciato dai carabinieri con le gravi accuse di sostituzione di persona (perchè utilizzava l’identità altrui), diffamazione (perchè riempiva le missive anche di insulti e ingiurie) e calunnia (perchè li accusava di reati mai commessi).

Nei guai è finito D.V.L., , 50 anni, di Arsiero. Un insospettabile operaio, sposato e padre di figli, che ha tentato di negare l’evidenza, anche quando i militari ieri hanno eseguito una perquisizione domiciliare trovando buste, francobolli,appunti, foglietti e il pc utilizzato per scrivere gli esposti anonimi. Dietro i suoi gesti, risentimenti o vecchi rancori per le sue vittime, che ricevevano visite costanti di forze dell’ordine, che entravano in azione dopo le segnalazioni del 50enne. Capitava quindi che se ce l’aveva con un commerciante del suo paese, al quale aveva sentito dire qualcosa che non gli andava a genio, lui si metteva davanti al computer e a nome di un concittadino scelto a caso, scriveva un esposto che faceva poi recapitare alla Finanza per segnalare che dall’attività del malcapitato uscivano clienti senza scontrino. Ma questo è solo un esempio delle macchinazioni cerebrali di cui era capace lo ‘scrittore folle’, che aveva collaudato una prassi a scadenza giornaliera con centinaia di esposti sui quali i militari della stazione di Arsiero lavoravano da due anni.

La svolta il mese scorso, quando del caso ha iniziato ad interessarsi il maresciallo Antonio Longo, vicecomandante della stazione di Arsiero. E’ stato il sottufficiale a mettere il piede sull’acceleratore delle indagini. Il militare ha iniziato a spulciare tutte le lettere, ogni esposto, parola per parola, numero per numero. Notte e giorno, ha passato sotto la lente d’ingrandimento la calligrafia delle firme in calce alle missive, scrutando e annotando ogni particolare. Ha quindi composto una sorta di mosaico che ieri lo ha portato, assieme al comandante della stazione di Posina Bruno Granello, a casa dell’operaio sui quali si erano concentrati gli indizi di colpevolezza raccolti da Longo. Un’indagine delicata e fatta di conoscenza del territorio e di pazienza. Acume investigativo mescolato ad impegno lavorativo. Un vero e proprio rebus, quello risolto da Longo che non si è risparmiato nulla pur di assicurare quell’insospettabile operaio dalla vita irreprensibile alla giustizia. Un uomo normale, comune. Che si muoveva come tanti, ma che però, aveva creato caos e sospetti nell’intero hinterland della Vallata dell’Astico.

Messo alle strette, lo ‘scrittore folle’ ha confessato di aver scritto le lettere allo scopo di vendicarsi di persone che non condividevano le sue idee.

N.B.