Due sentenze del Tar Veneto hanno annullato altrettanti provvedimenti del Comune di Thiene relativi allo stesso complesso immobiliare di via dell’Economia. Nel mezzo, anche un appello al Consiglio di Stato, deciso dalla Giunta comunale dopo la prima sentenza e successivamente abbandonato dallo stesso Comune. La vicenda, iniziata con il primo ricorso nel 2023, è arrivata a un nuovo pronunciamento nel 2026. I giudici amministrativi hanno nuovamente annullato un provvedimento dell’ente, formulando questa volta rilievi particolarmente severi sull’operato dell’amministrazione.

Sul fronte economico, le due sentenze del Tar hanno comportato condanne alle spese per complessivi 4.500 euro, oltre agli accessori e al rimborso del contributo unificato previsto nel primo giudizio. A queste somme vanno aggiunti i compensi per i legali incaricati dal Comune nei tre procedimenti. Secondo una stima prudenziale basata su precedenti incarichi dello stesso ente, il costo complessivo della vicenda potrebbe avvicinarsi o superare i 20 mila euro. La questione riguarda il settore Edilizia privata, da tempo oggetto di segnalazioni da parte di professionisti e cittadini per questioni legate all’interpretazione delle norme, alle richieste documentali, ai tempi e alle procedure. Non tutte le contestazioni sfociano in un ricorso al Tar. In questo caso, però, lo stesso complesso immobiliare è finito davanti ai giudici amministrativi per due volte.

La prima sentenza

Il primo pronunciamento arriva nel gennaio 2023. Con la sentenza , il Tar del Veneto annulla due provvedimenti del Comune relativi ad alcune opere realizzate nel complesso di via dell’Economia. Secondo i giudici, l’amministrazione non poteva intervenire nei rapporti privatistici tra condomini e avrebbe dovuto limitarsi a verificare la conformità urbanistico-edilizia dell’intervento. Il Tar respinge inoltre l’interpretazione sostenuta dal Comune sull’utilizzo dell’area privata e sull’articolo 96 del Regolamento edilizio. Il Comune viene condannato a pagare 2.000 euro di spese, oltre agli accessori e al rimborso del contributo unificato. La Giunta decide però di proseguire la battaglia giudiziaria.

L’appello al Consiglio di Stato

Con deliberazione del 29 marzo 2023, la Giunta comunale approva il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Il Comune presenta l’appello e affida la propria difesa a due legali. Il procedimento prosegue per oltre due anni. Nel dicembre 2025, però, arriva la decisione di non andare avanti. È lo stesso Comune a dichiarare di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. Il Consiglio di Stato dichiara quindi l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La sentenza del Tar numero 58 del 2023 non viene riformata e rimane efficace.

Un’altra pratica, un altro ricorso

Nel frattempo, sempre sullo stesso complesso immobiliare, nasce una seconda controversia. Al centro c’è una Cila per la sistemazione e il miglioramento del parcheggio. Il caso arriva nuovamente davanti al TAR Veneto, che con la sentenza numero 1491 del 2026 annulla il provvedimento comunale. Secondo i giudici, il Comune aveva utilizzato nei confronti della CILA un potere preventivo di blocco che la legge non gli attribuisce. La sentenza contiene anche una serie di rilievi sull’operato dell’amministrazione. Il TAR parla di «posizioni censurabili sotto diversi aspetti», di una «inammissibile integrazione motivazionale postuma» e di un «grave deficit» del provvedimento.

Vengono inoltre rilevate violazione e falsa applicazione della legge, sviamento, travisamento, carenza istruttoria e violazione dei principi di legalità e tipicità dell’azione amministrativa. Nel procedimento del 2025, inoltre, era stata espressamente richiamata la precedente sentenza del Tar del 2023.

Il costo dei tre giudizi

Le condanne alle spese contenute nelle due sentenze del Tar ammontano complessivamente a 4.500 euro, oltre agli accessori e al rimborso del contributo unificato nel primo procedimento.

A queste cifre si aggiungono le spese sostenute dal Comune per i propri legali nei tre passaggi giudiziari. Utilizzando come parametro prudenziale un compenso nell’ordine di 4.000 euro più accessori per ciascun grado di giudizio, sulla base di precedenti incarichi legali dello stesso ente, le sole difese comunali possono essere stimate nell’ordine di 15 mila euro lordi.

Considerando anche le spese di soccombenza, i contributi unificati e gli altri oneri, il costo complessivo dei tre giudizi potrebbe quindi avvicinarsi o superare i 20 mila euro.

Si tratta di una stima prudenziale e non di un rendiconto definitivo.

Ora le verifiche

Le due sentenze riaprono anche il tema delle eventuali responsabilità tecniche e amministrative. Un pronunciamento sfavorevole del Tar non determina automaticamente una responsabilità disciplinare del funzionario che ha seguito una pratica. Tuttavia, la ripetizione di due contenziosi sullo stesso complesso immobiliare pone interrogativi sul funzionamento dell’ufficio.

Dopo la prima sentenza del 2023 sono state effettuate verifiche interne? Sono state individuate eventuali carenze organizzative o professionali? Sono state adottate misure per evitare il ripetersi di situazioni analoghe? E dopo la seconda pronuncia, quella del 2026, sono state avviate verifiche sull’operato dei funzionari e dei responsabili coinvolti? Sono questioni che acquistano ulteriore rilievo alla luce del fatto che la precedente sentenza del Tar era stata richiamata nella documentazione relativa alla seconda controversia.

Il ruolo della Giunta

Sul piano politico, un passaggio preciso è già agli atti: dopo la prima sentenza fu la Giunta comunale a decidere di ricorrere al Consiglio di Stato. La scelta di proseguire il contenzioso comportò quindi l’impegno di ulteriori risorse pubbliche. Oltre due anni dopo, il Comune ha però deciso di abbandonare l’appello. Resta ora da chiarire il costo effettivo dell’intera vicenda e se, dopo i due pronunciamenti del Tar, l’amministrazione abbia avviato verifiche sul funzionamento dell’ufficio e sulle procedure seguite. Due sentenze non sono sufficienti per formulare un giudizio sull’intero settore dell’Edilizia privata. Ma due annullamenti sullo stesso complesso immobiliare rappresentano un elemento concreto su cui l’amministrazione dovrà fare chiarezza, soprattutto considerando i rilievi contenuti nella seconda pronuncia e le risorse pubbliche impiegate nei tre procedimenti.

di redazione AltovicentinOnline

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