Ha il muso imbiancato dall’età e una lunga cicatrice che le attraversa la pancia. Ma negli occhi di Stefy oggi c’è finalmente la promessa di una nuova vita. È uno dei venti barboncini salvati dal Parco Canile di Schio da quello che i volontari definiscono senza esitazioni “un lager per cani”. Per lei, dopo mesi di sofferenza e cure complesse, si sono aperte le porte di una casa: è stata adottata.
Quando i volontari l’hanno trovata, Stefy era un piccolo corpo provato, con denti marci e numerosi tumori mammari. Condizioni che parlavano di anni di incuria e dolore silenzioso. “L’abbiamo trovata sofferente, ma con una dolcezza disarmante” raccontano dal canile.
Inserita nel gruppo dei venti barboncini sottratti alla struttura definita “lager”, Stefy è stata subito sottoposta a una serie di accertamenti veterinari che hanno rivelato un quadro clinico complesso: infezioni in bocca, dentatura in gran parte compromessa e tumori lungo entrambe le linee mammarie. Nel tempo trascorso al Parco Canile di Schio, Stefy ha affrontato due interventi chirurgici importanti. Il primo, in bocca, è servito a rimuovere i denti marci, fonte di dolore costante e rischio di infezioni. Il secondo, molto più invasivo, ha riguardato entrambe le linee mammarie, per l’asportazione dei tumori.
“I tumori tolti erano maligni – spiegano i volontari dell’Enpa capitanata da Federica De Pretto– ma speriamo davvero di essere arrivati in tempo”. L’operazione all’addome ha lasciato un lungo taglio che percorre tutta la pancia, segno evidente di una chirurgia complessa. Nonostante questo, Stefy ha affrontato tutto con una calma quasi sorprendente. “È stata bravissima, un angelo, nonostante il dolore”, raccontano da Schio.
L’età e la malattia non fermano l’adozione
La svolta è arrivata con l’incontro con Massimiliana, la donna che ha scelto di aprire la propria casa e il proprio cuore a questa cagnolina anziana e con alle spalle una lunga storia clinica.
In un contesto in cui i cani anziani e con problemi di salute sono spesso gli ultimi a trovare famiglia – se la trovano – la decisione di Massimiliana assume un valore ancora più forte. “Grazie di cuore a Massimiliana che non si è fermata davanti all’età e alle condizioni di salute”, sottolineano dal Parco Canile di Schio, parlando di un gesto di grande responsabilità e sensibilità.
Per Stefy, l’adozione significa finalmente lasciare il box e conoscere la routine di una vera casa: i passi lenti ma sicuri, la ciotola sempre piena, una cuccia morbida, le carezze quotidiane. Dopo gli anni bui e i mesi di cure, arriva una normalità che per lei ha il sapore di un riscatto.
La storia di Stefy, numero 236 nella lunga lista dei cani passati dal canile, diventa così il simbolo di una doppia vittoria: quella contro l’abbandono e il maltrattamento, e quella contro il pregiudizio che ancora pesa sui cani anziani e malati.
Al Parco Canile di Schio, il motto è chiaro: “Avanti tutta”. Il salvataggio dei 20 barboncini dal lager non è solo un intervento di emergenza, ma un impegno prolungato fatto di cure, riabilitazione fisica ed emotiva, ricerca di famiglie pronte ad accogliere animali con un passato difficile. Stefy, con la sua cicatrice e il suo carattere dolce, dimostra che anche quando sembra tardi, non è mai troppo tardi per ricominciare. E che dietro un cane “complicato” agli occhi di molti, spesso si nasconde solo un grande bisogno di amore.
L.C.
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