Una storia di ossessione, di uomini che non vogliono accettare la fine di una relazione, che perseguitano la ex e arrivano ad aggredire chiunque ritengano essere la causa della rottura della loro unione.

Un copione già visto dietro il lieve ferimento di Adriano D’Anna, titolare dell’omonima pizzeria d’asporto nella zona dei Cappuccini. Il violento, il bruto, il persecutore si è presentato verso le 9 di martedì 9 settembre 2026 nel locale, aperto non al pubblico, dove l’imprenditore stava già dandosi da fare per il lavoro della giornata.

«Mi ha telefonato prima e mi ha detto che voleva parlarmi di persona – racconta D’Anna, che smentisce di essere stato accoltellato, ma precisa di essere stato colpito di striscio con il coltello durante la colluttazione –. Mi accusava di aver provocato la fine della sua relazione e a nulla è servito spiegargli che lavoro 15 ore al giorno e non ho nemmeno il tempo di intrattenere storie d’amore. Ma lo aveva già fatto con altri amici e conoscenti: dà la colpa a chiunque conosca la sua ex moglie, con la quale sono state avviate le pratiche di divorzio».

L’aggressore, che ha un volto e un nome per i carabinieri di Thiene ai quali D’Anna si è rivolto per presentare denuncia, ma anche per la ex, che avrebbe subito spesso irruzioni in casa anche in piena notte, ha inseguito il pizzaiolo per strada.

«Per fortuna un mio vicino ha chiamato i carabinieri e io, nel tentativo di disarmarlo, mi sono ferito in maniera molto lieve, ma lui ha perso anche il coltello sull’asfalto. Quindi tranquillizzo tutti – sottolinea D’Anna –: sto bene, sono solo scosso per l’accaduto, che era prevedibile, dati i trascorsi di questo individuo che perseguita quella che per me è solo un’amica.

Lo ha denunciato un sacco di volte. Le ha già fatto del male colpendola con una catena. Non so cosa ci voglia per evitare che si presenti a fare del male alle persone, ma soprattutto alla sua ex, che non sa più come fermarlo. Addirittura lui le forza la serratura della porta di casa e se lo ritrova dentro di notte. Non è possibile vivere in questo modo per una donna che ha avuto solo la colpa di dire basta a una relazione non sana».

Non sappiamo se l’uomo, che è conosciuto dalle forze dell’ordine ed è italiano, sia stato fermato dai carabinieri. Il copione, invece, lo conosciamo bene: ne scriviamo ogni giorno. E se questa volta non si è fatto male nessuno, sarebbe interessante comprendere cosa serva, oltre alle denunce, per fermare chi dimostra di essere pericoloso.

di Redazione AltovicentinoOnline

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