Le nuove polemiche sulla piastra Miotto riportano al centro del dibattito un tema che a Thiene non può più essere affrontato con interventi occasionali o rassicurazioni di circostanza: 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢.

Sulla vicenda interviene Giovanni Scarpellini, già comandante della Compagnia Carabinieri di Thiene e del Consorzio di Polizia Locale Nord Est Vicentino.

«La piastra Miotto non è soltanto un problema circoscritto a un’area della città. È diventata il simbolo di una difficoltà più ampia: quando le segnalazioni dei residenti si ripetono nel tempo e le risposte adottate non producono risultati percepibili, significa che non basta più intervenire sul singolo episodio. 𝐎𝐜𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨.»

Scarpellini entra anche nella polemica sulle telecamere intelligenti installate nell’area: «In questi mesi si è parlato molto della tecnologia utilizzata. Ma il punto non è stabilire quanto una telecamera sia sofisticata. Il punto è capire se dietro quella telecamera esistano 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚, 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨. Se i cittadini continuano a chiedersi chi gestisca il sistema, chi possa vedere le immagini, con quali finalità e secondo quali procedure, vuol dire che qualcosa non è stato spiegato o organizzato come avrebbe dovuto.»

Le precisazioni emerse sul limitato utilizzo delle immagini hanno ulteriormente alimentato i dubbi. «Quando il Comando di Polizia Locale è costretto a precisare che determinati impieghi delle immagini non sono consentiti perché non previsti dagli atti comunali, emerge 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨. Un sistema di videosorveglianza deve nascere da una finalità chiara, da una disciplina coerente e da una catena di responsabilità perfettamente definita. 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚.»

Per Scarpellini, la responsabilità dell’amministrazione non si esaurisce nell’acquisto della tecnologia. «Una telecamera non garantisce sicurezza. È soltanto uno strumento. La differenza la fanno l’organizzazione, il coordinamento tra Polizia Locale e Forze dell’Ordine, la rapidità della risposta e la presenza sul territorio. 𝐒𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚, indipendentemente dal suo costo o dalle sue caratteristiche tecniche.»

L’ex comandante affonda quindi il colpo sul piano amministrativo: «Un’amministrazione non viene giudicata dal numero di telecamere installate, dagli annunci o dai comunicati. 𝐕𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢. Se una misura funziona, va rafforzata. Se non raggiunge gli obiettivi dichiarati, bisogna avere il coraggio di verificarne le cause, correggerla e, se necessario, cambiarla. 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐚𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢.»

Ma per Scarpellini la sicurezza non coincide soltanto con il controllo o con la repressione:  «𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞. Una città pulita, illuminata, curata, nella quale il degrado viene rimosso prima che diventi normalità, gli spazi pubblici sono vissuti e presidiati, i giovani trovano luoghi di aggregazione e le regole vengono fatte rispettare con equilibrio, ma anche con fermezza.»

È in questa prospettiva che il tema assume una dimensione più ampia. «La sicurezza coinvolge la Polizia Locale e le Forze dell’Ordine, ma anche i servizi comunali, la manutenzione urbana, l’illuminazione pubblica, le scuole, le associazioni, le politiche giovanili e il rapporto con i quartieri. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞, 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐠𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐫𝐚. Quando invece ciascuno procede separatamente, anche gli strumenti migliori rischiano di diventare inefficaci.»

Scarpellini conclude con una riflessione che suona come una precisa idea di governo della città:  «𝐈𝐥 𝐝𝐞𝐠𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐭𝐞. 𝐂𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨. Governare significa intervenire quando il problema è ancora piccolo, non quando è ormai diventato un’emergenza. Thiene ha tutte le risorse per tornare a essere una città ordinata, vivace e sicura. Non servono slogan. Servono una visione chiara, obiettivi misurabili e una presenza concreta dell’amministrazione nei quartieri e nei luoghi della vita quotidiana. 𝐈 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐞: 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐞𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀. È questo il compito più alto di chi ha l’onore e la responsabilità di amministrarla.»

di Redazione AltovicentinOnline

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