Sapevano a quale campanello suonare. Quello della donna anziana, che vive sola. Che veniva truffata da chi si spacciava venditore ‘porta a porta’. Che si presentava col sorriso cordiale, parlando di contratti stravecchi di anni, da rinegoziare, e che poi passava alle minacce legali se non veniva firmato il nuovo ordine e il finanziamento per pagarlo. Un business dai profitti folli, sotto il mirino della Procura di Padova. All’alba di oggi, la Guardia di Finanza ha scattato: cinque misure cautelari e il sequestro preventivo di beni e conti per 2,5 milioni di euro.
Una vasta operazione, ancora in corso, che vede impegnati più di 70militari del Comando Provinciale di Padova, con il supporto dei Reparti competenti per territorio. L’organizzazione criminale aveva le basi nel padovano, ma agiva in tutta Italia. Più di 1.200 le vittime, sparse in tutto lo Stivale. Da Alessandria a Trieste, da Firenze a Torino, da Milano fino a Lecce, attraversando città e province come Venezia, Verona, Vicenza, Bologna, Mantova, Perugia. Ovunque ci fosse una donna sola, un’anziana che campava con la pensione.
Il modus operandi. Tutto era studiato nei minimi dettagli. Questi falsi venditori ‘porta a porta’ sapevano chi viveva solo ma, sopratutto, chi avrebbe facilmente ceduto alle loro pressioni. Alle loro minacce. Individuavano la loro preda con facilità, grazie agli elenchi di nomi acquistati da altre società. Entravano in casa con sorrisi e gentilezza apparente, parlavano di contratti vecchi anni, minacciavano azioni legali inesistenti e perfino simulavano telefonate con presunti dirigenti di aziende che non esistevano più. Lo scopo era chiaro: convincere le vittime ad acquistare materassi, topper, poltrone reclinabili, ferri da stiro e dispositivi elettromedicali, spesso a prezzi tra 5mila e 7mila euro, con finanziamenti che si allungavano per anni.
Ci sono storie che lasciano senza fiato. Una donna del padovano, nel giro di soli tre anni, ha ricevuto quattro visite dei venditori e ha dovuto acquistare prodotti per complessivi 22mila euro, più 3mila euro di interessi. Ogni resistenza veniva trasformata in pressione psicologica: il rifiuto non era un’opzione.
Profitti folli e lusso sfrenato: come i truffatori vivevano alle spalle delle vittime
I profitti delle condotte criminali, derivanti da ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e dalle provvigioni riconosciute dalle società di finanziamento per ogni singola concessione di credito al consumo, hanno consentito ai principali indagati del sodalizio di condurre uno stile di vita sfarzoso con vacanze da sogno, frequentazione di raffinati ristoranti, acquisti di abbigliamento ed accessori presso le più famose maison di alta moda, noleggio di autovetture di lusso quali Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche. La complessa indagine della Guardia di Finanza di Padova, svolta in piena sinergia con la locale magistratura, e nel cui ambito è stato acquisito un solido quadro investigativo, ha permesso di bloccare l’operato di uno spregiudicato sodalizio criminale, a tutela delle fasce deboli della popolazione e a contrasto delle condotte di estorsione, truffa e riciclaggio dei proventi illeciti, reati di cui ora dovranno rispondere i responsabili.
di Redazione AltovicentinOnline
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