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Mercato immobiliare paralizzato. Munaretto: ‘Ripartiamo dall’edilizia agevolata’

Che anche il mercato immobiliare stia soffrendo la situazione critica generale, lo si vede già girando per le nostre strade. Cartelli di vendita e affitto, così come costruzioni nuove disabitate, sono in quasi ogni via. A dirlo poi è l’indagine fatta dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate: la compravendita segna il peggiore dato dal 2004, anno di inizio delle rivelazioni.

 

Abbiamo tastato il polso anche della nostra zona, toccando Thiene, Zanè, Schio, per capire che aria tira e sono emerse diverse considerazioni, tutte comunque con un sottile filo di attesa che le cose migliorino.

 

Si stanno muovendo un po’ gli acquisti – dichiara Renzo Ferracin titolare dell’agenzia di Thiene Metro Quadro Immobiliare –, anche se sono richiesti più gli affitti, in attesa di comprare quando il momento sarà più buono. C’è un calo dei prezzi, non un crollo, ma dipende comunque sempre dalla condizione in cui ci si trova. L’andamento spesso è in funzione del singolo acquirente: se non può aspettare e deve vendere o se invece può attendere tempi migliori. Forse si è costruito un po’ troppo anche, il fatto è che un cantiere si conclude dopo due anni: come si faceva a sapere due anni fa che ci sarebbe stata una situazione tale? Prevedere un così lungo periodo è difficile, due anni fa eravamo ancora in momento buono”.

 

Poche le richieste e ben precise, come una casa singola con terreno o un appartamento con giardino. Si guarda alla qualità. – risponde Giorgio Manzardo, titolare dell’agenzia thienese Il Rustico -. E certamente sono di più gli affitti, perché chi vorrebbe acquistare ha il problema dell’accesso al credito, con le banche che non finanziano più come prima, e perché manca la fascia di clientela degli extracomunitari che compravano case di basso valore e ora invece cercano solo l’affitto. Da cosa dipende questo situazione? Forse prima si era creata una bolla immobiliare, con le banche che finanziavano tranquillamente imprese e acquirenti portando così ad una corsa all’immobile, e i prezzi erano troppo alti. Il futuro non so come sarà. Noi ogni anno compiliamo un sondaggio per la Banca d’Italia, nel quale ci chiede un’opinione sul futuro. Qualche anno fa sostenevo che sicuramente la situazione sarebbe migliorata, oggi non mi sento più di dirlo. Servono sicuramente una minor tassazione sugli immobili e l’accesso al credito per i giovani che vogliono comprare casa”.

 

Anche alla Princess Immobiliare di Schio si sta lavorando molto con le locazioni, “Le vendite sono crollate, diciamo per una sfiducia generale. Certo, c’è sempre quello che cerca casa ma spesso è ostacolato dal mutuo e, da quando decide a quando effettivamente acquista, è sempre un dubbio continuo. Un tempo poter acquistare casa era una certezza, oggi è incertezza e si spera in tempi migliori. E anche noi perdiamo fiducia, non vedendo segnali positivi: anche per il nostro settore è solo la necessità a portare le persone all’acquisto. Serve che ci sia la certezza del lavoro e che la gente acquisti fiducia. Serve dare fiducia alla gente, pensando poi che attorno alle case si muove tutto un indotto che ne risente, a partire dal ristorante dove i muratori vanno all’ora di pranzo…”

 

Per Paola Marsetti, titolare dell’Immobiliare Marsetti di Zanè, in un mercato fortemente stagnante “La consapevolezza che non migliorerà sta portando i clienti venditori a valutare un abbassamento dei prezzi accettando la situazione economica che stiamo vivendo e ci si rende conto che forse erano immobili sovrastimati. Facendo riferimento al 2008, si può parlare di una riduzione importante del 25%. L’acquisto è poi un po’ più complicato rispetto a prima, per i problemi di finanziamento con i tempi lunghi di risposta delle banche. A farla da padrone comunque ora è la concretezza, l’acquirente che fa una proposta coerente non viene scartato. Occorre far incontrare la domanda e l’offerta, aspetto che si è perso di vista negli ultimi anni costruendo, un po’ spinti dall’entusiasmo,un po’ sopra le richieste, ma soprattutto con proposte che difficilmente si possono immettere nel mercato. Per il futuro, è chiaro che la consapevolezza della situazione economica generale influisce tantissimo, ma penso che occorra partire dal valore di mercato di un terreno, occorre una riduzione dei prezzi del terreno e una riduzione del valore di edifici ormai vecchi rispetto ai nuovi sistemi costruttivi”.

 

“Purtroppo – chiude Renato Munaretto, presidente del Mandamento di Thiene per l’Associazione Industriali – confermo i dati dell’Istat di qualche giorno fa, di un ulteriore calo nel 2012 del mercato dell’immobiliare.Anche i prezzi sono calati ma, su questo punto, occorre distinguere tra abitazioni nuove e vecchie: sono queste ultime ad essere svalutate rispetto a qualche anno fa di fronte ad abitazioni sorte con nuove tecnologie e secondo le normative di risparmio energetico. Ed è vero che gli affitti superano le vendite, ma questo ci deve far riflettere perché da un lato significa che la richiesta di casa c’è ancora, dall’altro ci sono però motivi esterni che impediscono di procedere all’acquisto. Questo soprattutto se pensiamo che qui da noi, come in tutto il mercato veneto, è quasi impresso nel DNA l’essere proprietari di una casa. Il fatto dunque che non si possa averla, fa pensare. Al comportamento delle Banche, che difficilmente erogano prestiti e talvolta succede invitino a rimandare l’acquisto per non perdere la liquidità depositata dal cliente. E difficile lo è anche per una giovane coppia, alla quale sono richieste molte garanzie. Non vuole essere una denuncia ma la constatazione di un atteggiamento che c’è e che non aiuta un settore in questo modo stagnante. Cosa fare? Credo che tutti debbano cominciare ad applicarsi nel loro ruolo: le Banche ridando finanziamenti, il governo, ad ogni livello, a partire dalla Regione, con sistemi di sostegno per i giovani e riproponendo il sistema dell’edilizia agevolata, quella degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, rivolta a particolari categorie, come appunto le giovani coppie e chi ha un reddito limitato. L’Ater copre fino ad un certo livello, ma c’è tutta una fascia media che è stata abbandonata. Agendo qui, il settore ripartirebbe e con lui tutto un indotto che anima il nostro territorio. Certamente è un brutto momento economico, ma credo ci sia ancora spazio per attivare strumenti di sostegno, occorre ridisegnare il modello abitativo”.

Marta Massignan