Cecilio Gasparotto, 85 anni, nativo di San Giorgio di Perlena, è un noto tifoso del Lanerossi Vicenza che recentemente è stato intervistato dalla redazione sportiva di Biancorossi.net.
Il suo primo ingresso al “Menti” risale al febbraio del 1960, quando assistette ad un Vicenza-Juventus con la squadra bianconera che si impose per 2-1 con i goal di Charles e di Sivori, e di Bonafin per i biancorossi.
“In quegli anni lavoravo in un negozio che rimaneva chiuso al pubblico solo una domenica al mese per cui potevo andare poco al “Menti”, ma il Vicenza lo seguivo sempre, in radio o alla tv. Di quella partita contro la Juventus ricordo i gol di Charles e Sivori; era la Juve di Boniperti, di Benito Sarti e di Bruno Nicolè, uno squadrone che alla fine vinse il campionato.
Ma nei ricordi vivi di Cecilio c’è sempre il Real Vicenza, guidato dall’inossidabile G.B. Fabbri
“Quella fu una squadra straordinaria, tutti i calciatori giocarono al massimo; mi piace ricordare Pippo Filippi, autentico uomo a tutto campo. Filippi detto “Pippo”, non era solo il cavallo del West della serie tv, ma uno dei veri “capelloni” del calcio italiano. Debuttò giovanissimo nel Chioggia e dopo qualche scampolo di partita in serie A con il Bologna, si consacrò nella Reggina e nel Padova, fino a diventare, poi, uno dei simboli del Lanerossi Vicenza, la nobile provinciale che fece sognare un’intera città con il secondo posto, dietro la Juventus, nel campionato 77-78.
Un professionista di poche parole, che non poteva contare su un fisico imponente, ma i suoi polmoni valevano per quattro, così come le sue sgroppate sulla fascia. Alla prima stagione da titolare in massima serie, nel 1977-1978, fu fra i protagonisti del cosiddetto Real Vicenza. Ricordo Carrera per la tecnica e l’eleganza con cui giocava, e Lely per la forza fisica. Ma anche Faloppa e Cerilli, e ovviamente Paolo Rossi, il giocatore simbolo del Lanerossi Vicenza che chiuse il campionato con 24 reti. A distanza di moltissimi anni, i vicentini si ricordano ancora di quella squadra che fece sognare una città intera, grazie a Gibì Fabbri che riuscì ad imprimere un calcio moderno ed efficace. Il pubblico del Romeo Menti, è sempre stato straordinario. I tifosi arrivavano allo stadio con l’entusiasmo e la voglia di sostenere la squadra anche nei momenti di grande difficoltà.
Un professionista di poche parole, che non poteva contare su un fisico imponente, ma i suoi polmoni valevano per quattro, così come le sue sgroppate sulla fascia. Alla prima stagione da titolare in massima serie, nel 1977-1978, fu fra i protagonisti del cosiddetto Real Vicenza. Ricordo Carrera per la tecnica e l’eleganza con cui giocava, e Lely per la forza fisica. Ma anche Faloppa e Cerilli, e ovviamente Paolo Rossi, il giocatore simbolo del Lanerossi Vicenza che chiuse il campionato con 24 reti. A distanza di moltissimi anni, i vicentini si ricordano ancora di quella squadra che fece sognare una città intera, grazie a Gibì Fabbri che riuscì ad imprimere un calcio moderno ed efficace. Il pubblico del Romeo Menti, è sempre stato straordinario. I tifosi arrivavano allo stadio con l’entusiasmo e la voglia di sostenere la squadra anche nei momenti di grande difficoltà.
In pochi però sanno che Cecilio nel 1976 era il batterista del complesso musicale “I Calabroni” e contribuì con la band alla realizzazione dello storico inno biancorosso.
“Eh si, nel 1976 conobbi Franco Barbieri che scrisse e cantò il testo, mentre Dino Centofante, allora presidente del CCCB, con alcuni amici composero la musica. Le prove furono fatte nella taverna di casa mia a San Giorgio di Perlena; io suonavo la batteria e d’accordo con gli altri, modificai il ritmo musicale portandolo ad essere più rapido avendo l’idea di arrangiare anche la cadenza aggiungendo come accompagnamento il suono di un campanaccio“.Ma non è finita qui perché a Cecilio venne l’idea di introdurre nel brano anche il miagolio di un gatto.
“Noi vicentini ci chiamano “magnagatti” e allora pensai che poteva essere bello inserire nel brano il miagolio di un gatto. Ricordo che andai di persona, fornito di registratore, a casa di amici che avevano dei gatti per incidere il loro miagolio. La ricerca non fu facile, ne dovetti visitare almeno sei, sette; finalmente trovai un gattone da 4-5 chilogrammi e dopo diversi tentativi riuscì a fargli emettere, e a registrare prontamente, un miagolio energico, forte, quello giusto che ancora adesso si sente all’inizio dell’inno biancorosso.
Cecilio rivolge un pensiero al Lanerossi Vicenza attuale
“Sono sicuro che quest’anno è l’anno buono per tornare in serie B. È una squadra molto attrezzata e allenata da un ottimo allenatore, Fabio Gallo. La Serie C è un campionato difficile da affrontare. Bisogna solo sperare che finalmente il Vicenza, dopo anni di delusioni, riesca a regalare una grande soddisfazione ai suoi tifosi che lo meritano. Spero di rivedere in tempi brevi il mio Vicenza in serie A. Rappresenta un sogno quasi irrealizzabile, ma tutta la tifoseria l’attende da più di venticinque anni”.
F.C.
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