Un esposto, verifiche tecniche già avviate e un caso che approda ora all’attenzione degli enti competenti. A Villa Godi Malinverni, complesso palladiano riconosciuto dall’Unesco, si accendono i riflettori sulla vicina pista da motocross, finita al centro di una segnalazione per il rumore prodotto durante l’attività.
A far partire la vicenda è stata l’iniziativa di un architetto che, dopo una visita alla villa, ha deciso di formalizzare un esposto. Alla base della segnalazione vi sarebbe il forte impatto acustico avvertito nell’area del complesso storico, con particolare riferimento ai momenti in cui la pista è in funzione.
Il tema non è secondario anche per la distanza contenuta tra i due siti: l’impianto si trova infatti a circa 350 metri in linea d’aria dalla villa. Un elemento che, secondo chi ha sollevato il caso, pone un problema di compatibilità tra un’attività motoristica e un contesto di elevato valore storico, architettonico e paesaggistico.
Nel frattempo si è mossa anche la proprietà della villa. Da quanto emerge, è stato affidato l’incarico a un professionista specializzato in acustica ambientale per eseguire accertamenti tecnici e misurazioni fonometriche. L’obiettivo è verificare in modo oggettivo la situazione e acquisire elementi utili per valutare eventuali ulteriori iniziative.
La posizione della proprietà è che la questione non riguardi soltanto il profilo ambientale, ma anche la possibilità di assicurare una fruizione piena della villa e dei suoi spazi. Il timore, in sostanza, è che il rumore possa incidere sulla qualità della visita e sulle attività che si svolgono all’interno del complesso.
Nell’esposto sarebbero richiamati diversi possibili profili di criticità, tra cui la tutela del bene culturale, il contesto paesaggistico e il rispetto dei limiti in materia di emissioni sonore. La documentazione sarebbe stata trasmessa a più soggetti istituzionali, compresi gli enti chiamati a vigilare sia sul fronte ambientale sia su quello della tutela del patrimonio.
Sul piano amministrativo, i Comuni interessati hanno preannunciato verifiche. Da Fara Vicentino è arrivato il riferimento alla necessità che l’attività dell’impianto si svolga nel pieno rispetto delle autorizzazioni rilasciate. Anche da Lugo di Vicenza è stata manifestata l’intenzione di esaminare con attenzione il contenuto della segnalazione.
La vicenda apre così un fronte delicato per il territorio: quello dell’equilibrio tra attività presenti da tempo e salvaguardia di un luogo simbolo del patrimonio palladiano vicentino. A chiarire la portata del caso saranno ora le verifiche tecniche e gli eventuali sviluppi nelle sedi competenti.
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