Dodici sindaci dell’Alto Vicentino si schierano compatti contro la possibile riapertura del Tribunale di Bassano del Grappa. A pochi mesi dall’accelerazione dell’iter legislativo che punta a ricostituire l’ufficio giudiziario bassanese, i primi cittadini di Breganze, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Sandrigo, Sarcedo, Zanè e Zugliano firmano un documento congiunto che ribadisce la loro netta opposizione e chiede di mantenere i rispettivi Comuni sotto la giurisdizione del Tribunale di Vicenza.

Nel testo, i sindaci ricordano come già nel marzo 2025 ventisette amministratori avessero scritto al Ministro della Giustizia per evidenziare criticità e rischi legati al progetto, giudicato “anacronistico” e potenzialmente dannoso per l’efficienza complessiva della giustizia nell’Alto Vicentino. Un appello rimasto senza riscontro, mentre il disegno di legge depositato il 3 ottobre 2025 ha proseguito il suo percorso parlamentare.

Gli amministratori parlano di “scollamento dalla realtà” da parte dei promotori dell’iniziativa e sottolineano come la riapertura a Bassano comporterebbe lo smembramento dei tribunali di Vicenza, Padova e Treviso, una scelta contestata – affermano – da tutti gli operatori del settore. In una fase in cui il processo è sempre più digitale e gli spostamenti fisici diminuiscono, la priorità, secondo i sindaci, dovrebbe essere il rafforzamento delle risorse esistenti e non la creazione di nuove strutture.

A preoccupare gli amministratori è soprattutto la situazione di sotto-organico che riguarda già l’area. Il recente inserimento del Tribunale di Vicenza tra le sedi disagiate da parte del CSM viene citato come prova della fragilità dell’attuale assetto. In questo quadro, l’idea di istituire un nuovo tribunale, che assorbirebbe personale da uffici già in difficoltà, appare ai firmatari “incomprensibile” e contraria agli interessi del territorio.

Il fronte dei sindaci respinge anche l’argomento della prossimità geografica: l’attuale collocazione dei Comuni nella circoscrizione di Vicenza, sostengono, è già adeguata, mentre il trasferimento a Bassano risulterebbe addirittura penalizzante per alcuni territori.

Nel caso in cui il progetto dovesse comunque andare avanti, i dodici primi cittadini chiedono formalmente di essere esclusi dal nuovo circondario e di restare sotto la competenza del Tribunale di Vicenza. L’appello finale è rivolto ai promotori della riforma, invitati a “fare un passo indietro” e a mettere “il bene del territorio vicentino” davanti a logiche campanilistiche o a valutazioni elettorali.

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