Per il segretario provinciale del Partito Democratico, Luca Cislaghi, la questione va inserita in una strategia più ampia sulla mobilità dell’Alto Vicentino. «La Vicenza-Schio non può continuare a essere considerata una ferrovia di serie B», afferma Cislaghi. «È una delle infrastrutture fondamentali per la mobilità dell’Alto Vicentino e per il collegamento con Vicenza, l’università, i servizi e l’intera rete ferroviaria regionale».

Il nodo, secondo il segretario provinciale, non riguarda soltanto le infrastrutture. «RFI ha completato importanti interventi di potenziamento infrastrutturale sulla linea, ma l’infrastruttura da sola non basta: serve un’offerta ferroviaria all’altezza delle esigenze dei cittadini», sottolinea.

Da qui la richiesta di un intervento diretto sul servizio. «La Regione Veneto dispone degli strumenti necessari per intervenire sul servizio», prosegue Cislaghi. «Non possiamo continuare a parlare esclusivamente di grandi opere e trascurare la mobilità quotidiana delle persone. Servono treni nuovi, più frequenti e più corse alla sera».

Tra le ipotesi indicate dal PD c’è anche il progressivo superamento degli attuali convogli diesel attraverso l’introduzione di mezzi più moderni ed efficienti, compresi i treni ibridi.

«In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, è stato avviato un importante rinnovo della flotta regionale con l’introduzione di nuovi treni ibridi Blues. Se è possibile altrove, deve esserlo anche in Veneto», afferma Cislaghi.

Il collegamento con l’Alta Velocità

La modernizzazione della Vicenza-Schio viene inoltre collegata al futuro della rete ferroviaria regionale e, in particolare, al completamento della linea ad Alta Capacità con fermata a Vicenza.

Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale del PD Antonio Marco Dalla Pozza, ricordando le iniziative portate avanti in Consiglio regionale insieme alla collega Chiara Luisetto e il confronto avviato con le categorie economiche.

L’obiettivo, secondo il PD, è evitare che il territorio dell’Alto Vicentino rimanga ai margini delle nuove connessioni ferroviarie. Una linea moderna e competitiva verso Vicenza potrebbe infatti consentire a Schio e ai comuni dell’area di collegarsi più efficacemente alla rete ferroviaria regionale e alle future connessioni ad Alta Velocità.

Per Cislaghi, la sfida consiste proprio nel cambiare il modo di concepire la linea. «Dobbiamo smettere di considerare la Vicenza-Schio semplicemente come una linea ferroviaria e iniziare a pensarla come una vera metropolitana di superficie dell’Alto Vicentino: frequente, affidabile, moderna e integrata con autobus e mobilità ciclabile».

Una prospettiva che, nelle intenzioni del PD, dovrebbe coinvolgere non soltanto la Regione, ma l’intero territorio provinciale. «Come Partito Democratico», conclude Cislaghi, «siamo pronti a portare questa proposta al centro del confronto con sindaci, amministratori locali, organizzazioni sindacali, categorie economiche e cittadini».

E il messaggio finale guarda proprio ai prossimi decenni: «La Vicenza-Schio ha alle spalle 150 anni di storia. Ora dobbiamo garantirle almeno altri 150 anni di futuro. E quel futuro deve cominciare adesso».

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