Purtroppo il popolo non si interessa di questi argomenti e vota per il bicchiere di spritz offerto al bar. Se solo fosse più “formato” a giudicare chi gli chiede il voto, rifiuterebbe quel bicchiere di alcol annacquato e colorato per guardare negli occhi l’aspirante amministratore del momento e chiedergli: “Tu da che parte stavi e cosa facevi quando c’era da lottare per l’ospedale dell’Alto Vicentino? Tu dove stavi quando c’era da lottare per gli avvocati dell’Alto Vicentino che erano contro il tribunale della Pedemontana?”. Scoprirà, questo popolo che non si informa e che è complice degli scappati di casa della politica locale, che non è diversa da quella di Roma ladrona, che quelli che gli stanno chiedendo il voto si erano volatilizzati.

Dov’è la Lega? Dov’è “Fratelli d’Italia”? Non ci sono perché l’ordine è di stare in silenzio e subire in silenzio quello che decide Bassano del Grappa. A lottare, solo i nostri sindaci civici, gli unici a rappresentare gli avvocati dell’Alto Vicentino, e di questo, quando si andrà a votare, un cittadino con un pochino di dignità se ne dovrà ricordare.

Dov’è Manuel Benetti, che ha deciso di ricandidarsi a Thiene? Dove sono i leghisti? Ma dov’è anche “Fratelli d’Italia”, che rompe le scatole sul sassolino scagliato sulla porta del municipio di Thiene e fa scena muta quando si parla dei veri temi che incidono sulla vita quotidiana degli abitanti dell’Alto Vicentino? I partiti sono schierati con i pezzi da novanta di Bassano, loro sì che contano; lo hanno dimostrato sempre e lo stanno dimostrando ancora una volta con la vicenda di un tribunale che ieri è stata spiegata dal vicesindaco di Carrè con un post che è diventato virale. Si tratta di Igor Brunello, che è soprattutto un avvocato: “Questa storia dell’apertura del nuovo Tribunale di Bassano è la quintessenza dell’ipocrisia. Parliamo chiaro, per favore — scrive con il piglio di chi sa quello che dice —. Bassano non ha mai accettato la chiusura del suo Tribunale. Per una questione di dignità e di rispetto. Perché si pensa che quella città, che voleva essere provincia, meriti di essere presidio di Tribunale. Questo è il punto: piantare quella bandierina. E spenderla politicamente”. Eccolo il nocciolo della vicenda: gli amministratori bassanesi hanno da sempre un senso di superiorità e, quando ci sono scelte politiche, come quando c’è stata la divisione delle Ulss, loro non seguono le sorti di tutte le città di provincia, loro pretendono di avere le cose come fossero un capoluogo di provincia. Ecco perché oggi abbiamo l’ospedale dell’Alto Vicentino.

“Abbiate la decenza, per favore, di non infarcire la vostra propaganda di sproloqui sulla giustizia, che la giustizia, in questo progetto, non c’entra una cippa — continua Brunello —. E basta con questa storia della prossimità, che stiamo parlando di 20 km ai tempi del telematico. E per favore, un po’ di pudore, quando sorridete e rassicurate sulle risorse che ci saranno. Non ci meritiamo di essere trattati come coglioni. Frequentiamo i Tribunali di Vicenza, Padova e Treviso e sappiamo quel che vediamo e, conseguentemente, diciamo. Se poi penso che, per legittimare questa riapertura (no, scusate: un circondario tutto nuovo), i promotori smembrano l’Alto Vicentino (scusateci, eh: abbiamo un obiettivo da raggiungere e abbiamo bisogno di sgretolarvi — un pezzetto da voi, un pezzetto da Padova, un pezzetto da Treviso — ci spiace, è toccato a voi; la vita è dura, cosa volete), travolgendo territori che non hanno nessuna volontà di essere coinvolti, allora l’incazzatura si fa ancora più amara. Certo che la Lega e Fratelli d’Italia dell’Alto Vicentino contano molto!”. Eh no, caro vicesindaco, non solo non contano: loro sono proni ai bassanesi da sempre.

Natalia Bandiera

 

L’Alto Vicentino ribadisce il no al Tribunale della Pedemontana. Con loro Pretto e Zanettin

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