“Zaia chiede di potersi candidare per un quarto mandato da presidente della Regione, unico caso in Italia, utilizzando un’argomentazione ai confini del ridicolo. Il presidente dice infatti che “il limite avrebbe senso se valesse anche per i consiglieri regionali, ma così non è”. Peccato che quel limite è stato abolito in Consiglio regionale, tra l’altro ancora prima di essere applicato, proprio dalla maggioranza di Zaia”. Così Erika Baldin, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale del Veneto.

“Ma c’è di più. Nel 2018 – aggiunge Baldin – pochi mesi prima che la sua maggioranza lo abolisse, Zaia si vantava di aver introdotto per primo il tetto dei due mandati per i consiglieri regionali e gli assessori, oltre che per il presidente. Lo prevedeva una legge regionale del 2012, a valere dal 2015, che di fatto non è mai stata applicata prima di essere abolita. Altroché “maestro” dei Cinque Stelle, come provava a definirsi nel 2018: oggi, cinque anni dopo, il Movimento resta l’unica forza politica ad applicare il limite dei due mandati, mentre Zaia si smentisce clamorosamente”.

Secondo la Consigliera regionale, si tratta di “un voltafaccia bello e buono, che si spiega soltanto perché evidentemente Zaia ora vede come sua unica prospettiva politica il quarto mandato in Regione. Un’ipotesi inquietante per la qualità della nostra democrazia, visto che già oggi il Veneto rappresenta un’anomalia a livello nazionale: siamo l’unica Regione con un presidente al terzo mandato. Il Ventennio di Zaia? Anche no”.

“Se ci tiene al Veneto – conclude Baldin – faccia altre scelte. Può trovare tanti modi e altri incarichi per proseguire il suo impegno politico al servizio dei veneti”.

Comunicato Stampa

Zaia: “Il tetto ai mandati è in un insulto ai cittadini” – AltoVicentinOnline

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