Aveva rotto il ghiaccio già ai primi di gennaio, annunciando la sua ricandidatura alla guida di Monte di Malo. Di mesi ne sono passati quattro da allora e, per il sindaco uscente ed unico candidato in lizza, Mosé Squarzon l’amaro in bocca per un mancato sfidante. Solo lui si rimette in gioco, cercando un bis. Spariti chi, da piazze e bar, annunciavo un’arena politica a Monte di Malo. Tra qualche settimana in paese, gli aventi diritto, avranno una sola scelta su chi affidare il timore del Comune. Dalla sua, Squarzon, resta fedele agli impegni già dichiarati. ” Su tutti la nuova palestra in via Milano,l’attiguo nuovo parco giochi di circa 2400mq ed il nuovo plesso scolastico vicino alle scuole elementari”.

Sindaco Squarzon, al 26 maggio non troverà alcun sfidante pronto a sfilarle la fascia da primo cittadino. E’ la seconda volta che le capita, di correre da solo, cosa ne pensa?
Le premetto che la circostanza mi ha colto impreparato nel 2014, ma mi ha maggiormente stupito in questa tornata elettorale, in quanto mi sarei aspettato di avere, almeno, come lo definisce Lei, uno “sfidante” – continua Squarzon – Un’alternativa, insomma, che potesse portare, democraticamente, all’interno del consiglio comunale di Monte di Malo, le “voci o istanze” di quella parte di popolazione che, magari, non si è sentita rappresentata adeguatamente o che non è stata soddisfatta dal nostro operato. Ho sempre cercato, anche in considerazione del fatto di essere stato unico candidato nel 2014, di ascoltare tutta la cittadinanza, fornendo, per quanto nelle mie possibilità, risposte concrete. Una prima ottimistica spiegazione che ho cercato di dare alla mia sola candidatura, può essere quella di una sostanziale accettazione e quindi una promozione, da parte della varie “anime” della Comunità, della bontà del nostro operato, con i pochi mezzi a disposizione; la seconda, più pessimistica e forse realistica, può essere quella, come riscontrato con il generale calo dei candidati anche in altri paesi, di un progressivo distacco e disaffezione della popolazione dalla realtà amministrativa.

Dalla sua, numerosi attestati di cittadini che chiedevano la sua ricandidatura. Che affluenza si aspetta alle urne?
Mi confronto molto spesso con i miei concittadini in merito alle problematiche che ci sono nel territorio e ricevo attestati di stima, sapendo che magari, pur con il massimo impegno, non riuscirò a risolverle nemmeno nel corso di un eventuale secondo mandato amministrativo; questa è l’unica certezza che ho – spiega il sindaco uscente ed unico candidato alla guida di Monte di Malo -Per l’affluenza l’importante è il superamento del 50 % + 1, per evitare il commissariamento che garantirebbe la sola gestione ordinaria, “rischiando buttare alle ortiche delle opere fondamentali e strategiche per la nostra comunità, come l’ampliamento della palestra e la scuola”. Non nascondo che un’affluenza maggiore darebbe maggiore senso, supporto e legittimazione alle fatiche che quotidianamente sosteniamo.

Quanto il fare ‘politica al bar’ si scontra con l’essere alla guida di un paese che va amministrato. Cosa frena chi, dopo tante chiacchiere, non si espone presentando una propria lista?
Ammetto che anch’io, da semplice cittadino, sebbene avessi rivestito dal 1995 al ‘99 la carica di consigliere comunale, ero prodigo di critiche.  I tempi, però, sono profondamente cambiati da quegli anni. E le responsabilità in capo agli amministratori, soprattutto sindaci, anche se legalmente sono pressoché le stesse, sono amplificate dalla cultura del danno e dalla sete di risarcimento: una piaga per il nostro Paese – continua ancora Mosè Squarzon -È facile fare trovare le soluzioni “da bar”, che molto spesso ora vengono riassorbite da altre realtà più moderne o “social: i denominati “leoni da tastiera”. Più difficile è metterci la faccia, e non solo quella, rischiando e mettendo a dura prova i propri equilibri: personali, familiari, lavorativi, con un solo carburante che può spingerti avanti, la passione e l’amore per la Comunità che rappresenti e che cerchi di migliorare quotidianamente. In questi cinque anni, com’è giusto che sia, ho anche ascoltato delle critiche, a volte giuste, molte altre poco costruttive, ma quello che mi ha colpito di più è il poco interesse per il bene della collettività, rispetto all’egoismo privato”.

“Non nascondo le difficoltà che ho riscontrato per completare anche la nostra lista, nel trovare delle persone che mettessero a disposizione le proprie competenze ed il proprio tempo, magari sottraendolo agli affetti più cari, per un’attività importante che definirei di mero volontariato- conclude Squarzon, senza celare perplessità per  ‘lo sfidante che non ‘cè’ – Considerato, però, che dall’inizio del mandato più di qualche voce aveva criticato la presenza di una sola lista, mi sarei aspettato che qualcuno, dopo cinque anni di attesa, dalle parole passasse ai fatti”.

Paola Viero

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