La Vicenza–Schio è uno di quei dossier che raccontano bene il Veneto delle “più velocità”: un territorio che corre, un sistema produttivo che spinge, e infrastrutture che invece avanzano per strappi, tra lunghe attese e ripartenze improvvise.
Nell’intervista dell’altro giorno a Nord Est Economia, Elisa De Berti, consigliere delegata alle Infrastrutture e, soprattutto, ex assessore regionale veneto alle Infrastrutture e trasportlo dice chiaramente: molti interventi ferroviari, compresa la Vicenza–Schio, procedono a rilento per un motivo semplice e strutturale. La Regione può sollecitare, ma le decisioni e soprattutto le risorse sono in mano a RFI e al Ministero. E quando i fondi scarseggiano, le opere considerate “locali” finiscono inevitabilmente in coda.
Per la Vicenza–Schio, i nodi principali restano sempre gli stessi: i passaggi a livello, la cui eliminazione comporta opere pesanti e talvolta controverse; le bretelle stradali sostitutive, difficili da inserire nei tessuti urbani e la mancanza di coperture economiche adeguate, che rallenta la progettazione e congela i cantieri.

È una situazione che accomuna anche altre tratte come la Venezia–Trieste o la Maerne–Castelfranco, segno di una criticità più ampia: la rete ferroviaria veneta, salvo i grandi assi dell’Alta Velocità, fa fatica a ottenere priorità nelle scelte nazionali.
Intanto il quadro regionale non è meno complesso. Le risorse si concentrano su alcune urgenze stradali — dalla messa in sicurezza della Romea alla 308 tra Padova e Castelfranco , mentre sul fronte ferroviario rimane aperto il grande capitolo dell’Alta Velocità Vicenza–Padova, un’opera definita “fondamentale” ma ancora in bilico tra progettazioni, varianti e coperture finanziarie da trovare.
In questo contesto, la Vicenza–Schio diventa lo specchio di un Veneto che sa dove vuole andare, ma che non sempre riesce a far correre in parallelo economia, infrastrutture e scelte politiche. Una tratta breve, sì, ma simbolica: per portarla davvero nel futuro, servirà una regia più forte e una capacità di investimento oggi ancora tutta da costruire.
di Redazione AltovicentinOnline