A Bassano tutto, a Santorso nessuna promessa mantenuta. Ecco cosa significa avere personaggi di spicco della politica che conta in Regione, dove, dall’epilogo sulle schede ospedaliere, è emerso che se hai un ruolo nei palazzi dei poteri puoi avere quello che viene poi letteralmente ‘scippato’ agli altri territori.

Come se questi avessero come residenti dei cittadini di serie B.

Sindaci sconfitti quelli che stamattina, hanno convocato la stampa per commentare quanto emerso dai giornali di questi giorni. Dati allarmanti quelli che emergono e che la dicono tutta sul trattamento riservato ai servizi sanitari di Bassano e a quelli di Santorso. Questi ultimi declassati nonostante un pressing dei sindaci, che si difendono strenuamente dall’accusa di essersi fatti mettere i piedi in faccia dai bassanesi.  Gli stessi sindaci dell’Altovicentino che  hanno appreso dai giornali che le schede ospedaliere hanno decretato un chiaro declassamento di quell’ospedale faraonico costato un occhio della testa. Una scatola vuota, dove i reparti, dotati di macchinari all’avanguardia e talvolta mai utilizzati muoiono  ed i medici scappano via a gambe levate. E’ vero, scappano via un po’ da tutti gli ospedali d’Italia, ma da Santorso la fuga è più cronica rispetto alle altre realtà. Segno che là dentro non vivono serenamente.

Ora, i sindaci dell’Altovicentino lo ammettono che le cose non vanno bene. Non solo, non ci stanno più con chi dichiara che ‘tutto va bene’, come il presidente della conferenza dei sindaci Robertino Cappozzo, che al Corriere del Veneto, stamattina, aveva dichiarato di essere ‘allibito’. Lo stesso che per 5 anni aveva rassicurato il mondo intero che tutto andava a gonfie vele, che il suo dialogo con la Regione era idilliaco e che anzi, dovevamo sentirci dei privilegiati perchè nella scelta di accorparsi con Bassano, l’Altovicentino ci aveva guadagnato.

‘Ci hanno preso in giro – ha detto senza peli sulla lingua Ruggero Gonzo, sindaco di Villaverla e componente della conferenza dei sindaci dell’ex Ulss 4 – ci hanno abbandonati politicamente, sono state fatte delle scelte , che hanno sacrificato il nostro territorio. Abbiamo pagato la campagna elettorale di Bassano, dove un’intera comunità si è mossa con raccolte firme e proteste che hanno indotto la Regione a fare delle scelte diverse dalle promesse, che hanno accontentato Bassano. Loro hanno alzato la voce e sono stati serviti nelle loro richieste. Noi non eravamo sostenuti da nessun leghista, che potesse rappresentarci in Regione’.

‘Chi ha fatto queste scelte ha chiaramente preferito un altro territorio ed i cittadini lo devono sapere – ha preso la parola Valter Orsi, sindaco di Schio. Ci hanno preso in giro facendoci credere che tutto andasse bene e poi, dai giornali scopriamo una realtà, che mi induce a non accettare più le parole di una Regione che taglia nastri, parla e dice che tutto scorre regolarmente, quando al pronto soccorso scopriamo che c’è un solo medico ad affrontare decine e decine di emergenze. E’ gravissimo e adesso, chi ha sbagliato, deve pagare per una situazione, della quale occorre assumersi le responsabilità. Se è il caso, andando a casa per aver tradito un popolo che ha sbagliato solo a credere a chi chiedeva fiducia e assicurava che nulla sarebbe stato tolto ai nostri servizi. Ha scelto la politica, è quella che ha prevalso. Hanno voluto accontentare Bassano, questa è la nostra politica. Ce ne ricorderemo quando verranno a chiederci il voto’.

‘Sono umiliato e offeso – ha dichiarato a muso duro Giovanni Casarotto, sindaco di Thiene, che assieme al sindaco di Villaverla chiede ora, che si valuti la possibilità di unirsi con Vicenza, se aver scelto di accorparsi con Bassano significa perdere servizi importanti.

‘Non dovete preoccuparvi per Santorso, ci aveva rassicurato Zaia in persona – ha detto Marco Guzzonato, sindaco di Marano – non ero da solo, quando il presidente della Regione ce lo aveva detto, c’erano diversi sindaci. Ci siamo fidati’.

‘Noi ce l’abbiamo messa tutta, questo ve lo posso assicurare – ha detto Franco Balzi, sindaco di Santorso – ci riunivamo spesso, almeno ogni 15 giorni, le schede ospedaliere così come erano strutturate inizialmente soddisfacevano le nostre richieste. Poi, c’è stato un colpo di scena e tutto è cambiato a favore di Bassano che ha avuto la meglio’.

E ora che succederà?

Alla domanda dei giornalisti sul da farsi dinanzi ad una situazione, che in questo momento sembra senza sbocco, i sindaci hanno detto che non si arrenderanno. Le schede però,  sono ormai chiuse e la stessa Manuela Lanzarin, con occhi bassi, non è stata esaustiva, quando in occasione dell’inaugurazione del nuovo centro di Medicina Integrata, che si è tenuta oggi a Chiuppano, alcuni sindaci coraggiosi  hanno deciso di disertare l’ennesimo taglio di nastro ‘di facciata’, attendendo in piazza Terzi, lontani dai fotografi e dalle telecamere.  Per interrogarla su quanto accaduto. Una sorta di protesta simbolica, a cui non tutti i sindaci del comprensorio hanno aderito preferendo farsi immortalare accanto all’assessore regionale, che poco prima avevano definito una sorta di traditrice. Sorrisi fuori luogo mentre gli altri colleghi stavano fuori con atteggiamento da sommossa, attendendo l’uscita dell’assessore Lanzarin per poterle chiederle, guardandola negli occhi, giustificazioni chiare circa le schede ospedaliere che tradiscono in modo eclatante il territorio dell’Altovicentino.  Il primo ad affrontarla con tono sostenuto è stato  Valter Orsi, supportato dai colleghi sindaci e da un Ruggero Gonzo, che per nulla intimorito dalla carica istituzionale ad un passo da lui, le ha fatto capire che il raggiro è stato scoperto. Orsi è andato dritto al sodo, nominandole tutti quei reparti, come Urologia, che erano un fiore all’occhiello dell’ospedale di Santorso, dove una eccellenza come Mojitaba Rahmati, un professionista, che attirava a Santorso pazienti da tutta Italia, che operava da mattina a sera con una equipe che ci invidiavano, sia andato via e mai rimpiazzato, nonostante l’espressa richiesta dei sindaci di provvedere al vuoto. ‘Avete cancellato tutto dalle schede ospedaliere – ha continuato Orsi – così come avete fatto con Otorinolaringoiatria, Nefrologia e con dei servizi che avete letteralmente cancellato per dare una risposta elettorale. Perchè questo avete fatto, avete dato una risposta elettorale’.

‘La verità è che non abbiamo avuto risposte adeguate forse per i nostri toni tranquilli mentre gli altri alzavano la voce. Sono bastati tre giorni per farle cambiare le schede ospedaliere che inizialmente non stavano bene a Bassano’ – è intervenuto Gonzo.

‘Le schede sono state cambiate rispetto a quelle iniziali, nel giro di pochi giorni – le ha rinfacciato un Casarotto, che non ha nascosto la delusione –  la verità è che è bastata la protesta di Bassano per accontentare loro in tutto e per disattendere ogni nostra richiesta’.

Natalia Bandiera

 

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