Un grido d’allarme lanciato dai consiglieri comunali Pdl Alberto Bressan e Gianmario Munari richiama l’attenzione su un problema dilagante che rischia di diventare pericoloso come un’epidemia. Una preoccupazione, quella del gioco d’azzardo elettronico nei locali pubblici, che deve avere l’attenzione del Comune e dell’Ulss 4 per evitare che la mania del gioco si diffonda a macchia d’olio con le conseguenze di ridurre qualcuno sul lastrico o rovinare intere famiglie.

‘Siamo convinti – ha spiegato Gianmario Munari in una lettera indirizzata al Comune di Schio – vista l’invasione incontrollata di slot-machine in moltissimi locali, bar, tabaccherie e altri luoghi pubblici, che sia più che mai necessario richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale e dell’Ulss 4 sulla necessità di incrementare l’impegno per prevenire e curare quel numero sempre crescente di persone che sviluppano una dipendenza psicologica da gioco, con conseguenze devastanti a livello personale, famigliare e sociale’.
Le slot machine sono nate con scopo ricreativo, precursori dei moderni ‘gratta e vinci’, ma in poco tempo, la legittimazione della loro presenza all’interno di locali pubblici ed esercizi commerciali, ha diffuso una vera e propria dipendenza patologica, comparabile agli alcolici o alle sostanze stupefacenti. Anche perché le ‘macchinette’ si evolvono con l’evolversi rapidissimo della tecnologia, garantendo performances di gioco sempre migliori e vincite sempre più alte. Le puntate di gioco sono salite da 1 a 2 euro, e poi a 10 euro grazie alla possibilità di inserire banconote, con vincite che possono raggiungere i 500.000 euro. Molti giocatori arrivano a sfidare la buona sorte anche tre volte la settimana, e c’è chi si vede volatilizzare lo stipendio in un battibaleno.

‘Deve essere chiaro – ha spiegato Alberto Bressan, capogruppo Pdl – che la nostra impostazione e le nostre proposte non intendono evocare scenari proibizionisti o colpevolizzare chi opera in questo settore, perché siamo consapevoli che la percentuale di guadagno dalle ‘macchinette’ rappresenta spesso una fonte di reddito fondamentale per far fronte ai costi di gestione della propria attività’.
Ciò che i consiglieri Pdl chiederanno al prossimo consiglio comunale sarà maggiore attenzione soprattutto nei bar e nei locali pubblici con il fine che ci sia una maggiore separazione fra lo spazio dedicato ai normali avventori e quello dedicato alle slot-machine.
‘Con questo – hanno spiegato Bressan e Munari – vogliamo tutelare i minori ai quali è vietato il gioco, ma che spesso si trovano nei locali pubblici in spazi contigui e a contatto con i giocatori. Il pericolo è che i più giovani si illudano di poter far soldi in questo modo facile, trovandosi schiavi del gioco d’azzardo’.



Proprio per spiegare ai più giovani il pericolo della mania delle ‘slot’, i consiglieri Pdl auspicano che nelle scuole scledensi venga fatta una adeguata informazione sul tema del gioco d’azzardo e i rischi delle sue conseguenze devastanti, coinvolgendo anche Sert e Ulss 4, che sono i punti di riferimento più autorevoli per quanto riguarda il gioco d’azzardo e le patologie ad esso correlate. ‘E’ importante – ha continuato Munari – che si cerchi una sinergia virtuosa con i gestori e le società che noleggiano le slot-machine al fine di arrivare a condividere un codice etico di autodisciplina che impegni gli addetti ai lavori a buona prassi oltre a quanto previsto dalla legge, per limitare le degenerazioni patologiche della pratica del gioco d’azzardo legalizzato’.

Anna Bianchini

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