Proprio non vanno giù al sindaco di Posina quei 6 concittadini, su 565 abitanti, che percepiscono il reddito di cittadinanza.

“Nullafacenti” li ha definiti con rabbia e scrivendolo a caratteri cubitali Andrea Cecchellero, che ha messo nero su bianco, sul suo profilo social, tutta la sua frustrazione all’idea del sussidio elargito nei confronti dei disoccupati che, a suo dire, non risolveranno i loro problemi con quella  ‘paghetta’.

“Paghiamo 6 persone che non ne hanno moralmente diritto, e che non risolveranno mai la loro situazione, volutamente nullafacenti”, ha scritto su facebook il sindaco del piccolo comune, che in poche righe a stampatello, ha fatto capire ai suoi followers come la pensa sul reddito di cittadinanza, nato con il governo giallo-verde.

Per chi lo conosce, gentile e pacato, educato nei modi e dai toni cortesi, non è facile immaginarselo dietro alla tastiera del computer, che smanetta con rabbia inveendo contro chi percepisce denaro senza dover muovere un dito, generando una economia in perdita che prevede non solo il pagamento del sussidio, ma anche quello dei dipendenti pubblici che impegnano il loro tempo sugli incartamenti burocratici necessari per garantire il reddito.

“E’ un vero affronto morale a chi lavora, ha lavorato faticosamente e onestamente. E’ davvero inaccettabile”, ha incalzato il primo cittadino, che oltre ad essere sindaco è anche un commerciante, che si alza all’alba. Lo stipendio  di un sindaco di un Comune di piccole dimensioni e poco popolato  si aggira su cifre molto vicine a quelle del reddito di cittadinanza. Con una grandissima differenza: chi percepisce il sussidio  infatti, può starsene in panciolle senza troppe remore, mentre nel caso di un sindaco, il rischio di denuncia penale è sempre dietro l’angolo anche nel semplice caso di maltempo. Questo racchiude il messaggio di Cecchellero contro il reddito di cittadinanza, che probabilmente supera , nel caso dei suoi concittadini,  il suo stesso compenso.

Rincara la dose il primo il primo cittadino quando gli viene suggerito, sempre sulla sua bacheca facebook,  di impiegare queste persone per lavori socialmente utili. “Impossibile – ha replicato Cecchellero. Il sistema di gestione di questi  miei concittadini non è assolutamente pronto. Non solo non possiamo utilizzarli per lavori utili, ma nemmeno possiamo proporre un impiego.  Li paghiamo e basta”.

Immediata è scattata la solidarietà da altri Comuni dell’Alto Vicentino.

Da Valli del Pasubio infatti, l’assessore a Cultura e Istruzione Fabio Vigato ha commentato con un tono in bilico tra rassegnazione e provocazione: “Se dovessero anche solo fare pulizia delle cunette, dovrebbero fare i corsi di sicurezza e si dovrebbe fornire loro il materiale anti infortunistico, perchè se si facessero male per i Comuni sarebbe proprio un gran bell’affare”.

Da Laghi è il sindaco Giovanni Sella a dirsi “vicino” al collega e a condividerne lo sfogo: “Non commento tanto sono arrabbiato. E per giunta, chi lavora in proprio deve arrangiarsi nonostante abbia problemi di salute. Paese strano questa Italia, sempre e solo i nullafacenti vengono premiati”. Proprio a Laghi, sindaco e giunta da molti anni non percepiscono stipendio.

Da Schio è l’assessore allo Sport Aldo Munarini a definire “Vergognoso” il reddito di cittadinanza, non solo nel caso di Posina, ma come modus operandi per sostenere chi non lavora.

Che al Nord Italia il reddito di cittadinanza non piacesse era chiaro, ora è chiarissimo dopo lo sfogo di questi primi cittadini. Chissà come la pensano gli altri colleghi dell’Alto Vicentino.

Anna Bianchini

 

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