Nulla avviene per caso. Specie a Thiene dove sembra che un noto personaggio politico voglia irrompere sulla scena. Nessuna coincidenza, ma un tempismo da cronometrista svizzero. Sullo sfondo c’è il 2027, quando i cittadini saranno chiamati a eleggere nuovo sindaco e consiglio comunale e, in primo piano, arriva il generale Roberto Vannacci. Un nome che non passa inosservato, anzi. Divide, accende, fa discutere e che ultimamente, con Futuro Nazionale, sale nei sondaggi.

Il debutto: il Comitato 683
Nel giorno simbolico del Primo Maggio, festa dei lavoratori, a Thiene è nato il Comitato 683 di Futuro Nazionale. Un’iniziativa che si presenta come civica, ma che porta con sé un’impronta politica chiara e un messaggio diretto: “dire le cose come stanno”, affermano dall’entourage thienese, aggiungendo: “la denominazione ‘comitato costituente’ non è casuale: in questa fase, infatti, non esistono ancora sezioni ufficiali del partito, perché si è in attesa del congresso nazionale previsto per giugno. Sarà proprio in quella sede che verranno definiti ruoli, incarichi e la struttura territoriale definitiva, dando così vita alle vere e proprie sezioni locali-spiega il referente del Comitato, Enrico Santini- Nel frattempo è già aperto il tesseramento e, nelle prossime settimane, organizzeremo banchetti informativi per presentare il progetto e le principali linee d’azione che intendiamo portare avanti. Al momento, la nostra attività è concentrata su tematiche di carattere nazionale; le dinamiche locali verranno affrontate in una fase successiva, una volta completato il percorso costitutivo”.

La linea politica e il messaggio dal territorio
Per liste e candidature è ancora troppo presto. In attesa del congresso nazionale di giugno il messaggio che il Comitato 683 di Thiene divulga è in puro stile del generale. Senza mezzi termini, lancia una critica netta alla sinistra, accusata di aver spostato il proprio baricentro su temi ideologici, trascurando questioni considerate più concrete come salari, precarietà e costo della vita.  “Il 1° Maggio dovrebbe essere la festa dei lavoratori. Ma oggi, per molti, è diventato poco più di una ricorrenza svuotata. Perché la verità è semplice: chi per anni ha detto di difendere il lavoro, oggi sembra parlare d’altro-continua-La sinistra ha progressivamente cambiato priorità. Sempre più spazio a battaglie ideologiche, al linguaggio inclusivo, a temi spesso lontani dalla vita quotidiana. Sempre meno attenzione a stipendi, precarietà, costo della vita, dignità del lavoro. E intanto, chi lavora davvero continua a stringere la cinghia”.

Dal lavoro ai temi della città
Quindi, il lavoro, spiegano, è solo il punto di partenza. Nel mirino finiscono anche sicurezza, sviluppo urbano, opportunità per i giovani e qualità della vita. Temi tipici di una campagna amministrativa, ma qui già proiettati in una dimensione più ampia, quasi identitaria. Thiene, in questo senso, diventa un banco di prova per Vannacci. Una città di provincia che si trasforma in laboratorio politico, dove testare consenso, linguaggi e organizzazione in vista delle elezioni del 2027. “Il progetto di Futuro Nazionale nasce anche da qui: dal bisogno di riportare concretezza, di rimettere al centro le persone reali e non le mode del momento. Senza paura di affrontare temi scomodi, senza dover chiedere il permesso a nessuno-concludeNon è l’ennesimo contenitore politico. È un punto di partenza. Il futuro non si aspetta. Si costruisce”.

Sondaggi e quadro nazionale
Cosa accadrà davvero nei prossimi mesi, e poi nel giro di un anno, lo diranno solo i thienesi. Perché alla fine, al di là dei comunicati e delle letture nazionali, è sempre il territorio a fare da giudice. E qui, il gruppo di Vannacci, punta a intercettare il suo elettorato preciso: quello che si sente poco rappresentato, che percepisce distanza dalla politica tradizionale e che cerca messaggi semplici. Magari anche ruvidi.
I numeri, almeno quelli dei sondaggi, alimentano di certo l’attenzione. Dicono che qualcosa si muove, ma non che qualcosa sia già consolidato. L’ultimo sondaggio Ipsos curato da Nando Pagnoncelli e pubblicato dal Corriere della Sera il 1° maggio fotografa un riassetto significativo nel centrodestra: Futuro Nazionale viene accreditato al 4,1%, mentre la Lega di Matteo Salviniscende al 5,8%, il dato più basso della sua storia recente. Fratelli d’Italia resta il perno della coalizione al 26,2%, con Forza Italia stabile al 9%.

La sfida vera
Per il nuovo soggetto politico, così come per tutte le forze in campo da sinistra a destra, l’auspicio è quello di attorniarsi di persone competenti e capaci di misurarsi con la macchina amministrativa. Perché Thiene, alla fine, è stufa degli slogan.

Paola Viero

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