Una corsa che è molto più di un evento sportivo: è memoria, comunità e speranza. Venerdì 8 maggio, alle 19, le strade di Thiene si animeranno con la “Capajellando”, manifestazione podistica inserita nel circuito “13places13races” e parte del programma della festa “Cà Pajella in festa”, tre giorni di iniziative che prenderanno il via proprio con la gara. Un appuntamento atteso, capace negli anni di coinvolgere non solo gli appassionati di corsa, ma un’intera comunità che si ritrova per condividere valori profondi.
Ma il cuore dell’evento va ben oltre il cronometro. La “Capajellando” è infatti un memorial dedicato ad Andrea Turra, bambino di Thiene scomparso il 26 settembre 2009 a causa di una leucemia mieloide, dopo un lungo e doloroso percorso iniziato quando aveva appena 13 mesi. Una storia che ha segnato profondamente la sua famiglia e l’intera città, trasformandosi nel tempo in un simbolo di forza e solidarietà.
Andrea era un bambino bellissimo, tutto ha inizio con qualche settimana di febbre, i genitori lo portano subito a Padova, alla clinica di oncoematologia pediatrica Città della Speranza, dove gli fu diagnosticata la malattia. Una diagnosi durissima, che però oggi, grazie ai progressi della ricerca, lascia spazio alla speranza nella maggior parte dei casi. Anche per Andrea sembrava esserci una possibilità concreta: un donatore compatibile, trovato all’estero, e la prospettiva del trapianto di midollo.
Dopo mesi di cure e preparazione, tra ricoveri, attese e piccoli segnali di miglioramento, arriva finalmente il momento decisivo: il trapianto viene eseguito e la malattia sembra sconfitta, riaccendendo nei genitori una speranza che non si era mai davvero spenta. Poi è arrivata una complicazione, la Gvhd, che ha aggredito i suoi organi.
Un epilogo che lascia un segno profondo, ma che non spegne il desiderio di dare un senso a quanto vissuto. Da quel dolore nasce però un impegno che guarda agli altri. Parte del ricavato della corsa sarà devoluto alla Fondazione Città della Speranza, realtà che per la famiglia Turra rappresenta un punto di riferimento fondamentale. “Abbiamo toccato con mano quel mondo – spiega Marika, mamma di Andrea – e abbiamo cercato di trasformare un’esperienza così difficile in un punto di ripartenza, per aiutare altri bambini e famiglie nella loro lotta, sostenendo la ricerca e diffondendo iniziative di sensibilizzazione”.
Il memorial prende forma nel 2018, quando il comitato di quartiere propone di intitolare la corsa ad Andrea, gesto che la famiglia accoglie come un segno concreto di vicinanza e affetto. Da allora, la “Capajellando” è cresciuta anno dopo anno, diventando un appuntamento fisso e sempre più partecipato. “Il fatto che la Capajellando venga riproposta significa che Andrea non è stato dimenticato”.
L’evento si preannuncia come una serata intensa e partecipata: oltre ai runner, saranno presenti amici, residenti e cittadini che vorranno condividere un momento di ricordo e solidarietà. Le vie del quartiere si riempiranno di passi, voci ed emozioni, in un clima capace di unire sport e umanità. “Non serve fare grandi cose nella vita – sottolinea Marika – ma possiamo fare piccole cose con grande amore”.
Un messaggio forte, rivolto anche a chi sta affrontando situazioni simili: “Anche quando sembra tutto buio, la speranza non si spegne. Non bisogna mai smettere di crederci”. Parole che trovano nella corsa una forma concreta di espressione, trasformando ogni partecipante in parte attiva di un gesto collettivo.
“Capajellando” è ormai diventato un simbolo per la comunità thienese, capace di unire sport e impegno sociale, memoria e futuro. E mentre i passi dei partecipanti scandiranno il ritmo della serata, sarà soprattutto il ricordo di Andrea a correre insieme a loro, vivo in ogni gesto di solidarietà.
“Se potessi dirgli qualcosa oggi – conclude la mamma – gli direi solo di divertirsi, di ridere, di riempire ogni istante di luce. Perché il suo sorriso è sempre stato la cosa più bella”.
Letteria Cavallaro
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