“Io non sono uno scienziato ma l’estate me la immagino libera… Ci metto insieme il combinato disposto dei vaccini e della bella stagione che ci darà una mano”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia,  in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera. “Fra due mesi avremo 1,5 milioni di vaccini inoculati in più rispetto a quelli di oggi, e quindi avremo 2,5 milioni di dosi somministrate. Che diviso per le due dosi fa 1,25 milioni di persone immunizzate”, continua Zaia, auspicando in un “nuovo rinascimento per l’economia“.

“IL VENETO È PRIMO IN ITALIA PER L’USO DEGLI NTICORPI MONOCLONALI”

In Veneto “siamo i primi in Italia per utilizzo degli anticorpi monoclonali, siamo a 170 somministrazioni la settimana su 376 a livello nazionale” annuncia Zaia, aggiungendo che il 60% del personale scolastico ha già ricevuto una dose di vaccino contro il Covid e che è tutto pronto per la riapertura delle scuole, che avviene “in virtù di una legge” e quindi “non c’è discrezionalità” in merito .

“IL MODELLO A 21 PARAMETRI È INATTUALE E VA RIVISTO”

Il modello dei 21 parametri diventa giorno dopo giorno sempre più inattuale e anacronistico. È stato pensato in un momento in cui non avevamo un sistema diagnostico come quello che abbiamo ora, un sistema di cura e il vaccino che abbiamo oggi. So che stanno lavorando, la dottoressa Russo è un punto di riferimento del gruppo di lavoro nazionale. Oggi bisogna rivedere il modello“. Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

IN 24 ORE 507 NUOVI CASI IN VENETO, INCIDENZA AL 5,13%

Nelle ultime 24 ore in Veneto sono stati individuati 507 nuovi casi di positivita’ al coronavirus con un’incidenza del 5,13% sugli oltre 9.000 tamponi effettuati. I soggetti attualmente positivi sono 36.986, e i ricoverati sono 2.287, di cui 1.972 in area non critica e 315 in terapia intensiva. I decessi registrati sono 15. Questi i dati forniti oggi dalla Regione Veneto.

TUTTO PRONTO PER L’APERTURA DELLE SCUOLE

Il 60% del personale scolastico ha gia’ ricevuto una dose di vaccino contro il Covid. Lo comunica il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, sottolineando che e’ tutto pronto per la riapertura delle scuole, che avviene “in virtu’ di una legge” e quindi “non c’e’ discrezionalita’” in merito.

FLOP VACCINI A PASQUA: ‘MANDATI DA SCHIO A MARANO TORNANO A CASA SENZA VACCINO’

‘Non possiamo permetterci distrazioni, sfruttare i giorni del ponte pasquale per incrementare la campagna vaccinale era un’occasione per cambiare passo e ripartire. Invece l’ennesima possibilità di gestire con intelligenza la sicurezza dei cittadini si è sprecata. – denuncia Chiara Luisetto del Pd –  Avremmo preferito vedere moltiplicati gli sforzi sul territorio, con più sedi di vaccinazione anche temporanee, adottando tende da campo e richiamando più personale durante questi tre giorni. Sarebbe stato un modo per “ri-cominciare” a sperare per molte persone.  Invece, è successo esattamente il contrario. La sede delle vaccinazioni a Schio è stata chiusa e le persone inviate a Marano. Ma a Marano, nonostante la dedizione delle associazioni che hanno supportato localmente i pazienti e sono state prese ingiustamente a male parole, hanno vaccinato solo coloro già in lista in loco, rimandando a domani quelli che erano appunto arrivati da Schio.
Per colpa di chi? Uno scaricabarile tra Regione e Ulss del quale fanno le spese i più fragili e del quale rischiano di andarci di mezzo ingiustamente associazioni ed enti locali che cercano di fare del proprio meglio in un caos che si poteva evitare e si può ancora riorganizzare – incalza l’esponente Dem –  . È tanta la frustrazione in chi dopo mesi di attesa e dopo essersi visto scavalcare da persone più giovani o con meno titolo per il solo fatto di essersi trovati al momento giusto a recuperare una dose di vaccino rimanente, ora viene spedito da un punto vaccinale all’altro senza logica. Forse non ha chiaro il governo regionale del Veneto che in questi casi servono regole certe e una struttura con ordini chiari e obiettivi distribuiti su molti punti del territorio. – conclude Luisetto –  Invece il continuo dichiarare senza poi vederne l’effetto, sta producendo rabbia e stanchezza che portano a dubitare delle istituzioni. Basta dunque scaricare responsabilità tra regione ed ulss e si cominci a dare risposte serie a questa delicata e cruciale fase alla quale gli stessi Draghi e Figliuolo hanno chiesto ai presidenti di regione di fare più attenzione.
di Redazione AltovicentinOnline

 

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