Sorge elegante e luminosa, affacciata sulle colline di Sarcedo, Villa Capra Bassani: una delle testimonianze architettoniche più preziose dell’Altovicentino. Realizzata nel XVIII secolo, rappresenta un raffinato omaggio al linguaggio palladiano, reinterpretato in chiave neoclassica da Orazio Claudio Capra, committente dell’opera.

La villa, eretta nel 1770, si impone allo sguardo grazie all’ampia scalea che la solleva rispetto al giardino all’italiana, progettato con criteri di grande simmetria. A precedere l’ingresso, una suggestiva peschiera, elemento tipico delle dimore nobiliari venete del periodo.

Il corpo principale della villa incorpora un pronao ionico a tre intercolumni, coronato da un timpano e da un gruppo di statue che rimandano esplicitamente al repertorio palladiano. Alle spalle si sviluppa il blocco posteriore, rigorosamente simmetrico, organizzato attorno a un vasto salone trasversale preceduto da un vestibolo: una distribuzione che richiama gli schemi delle ville rinascimentali, ma reinterpretata secondo il gusto illuminista.

L’intero complesso riflette infatti quel processo di “rilettura” dell’eredità palladiana che caratterizzò il Veneto del Settecento, quando architetti e committenti cercavano equilibrio tra nostalgia classica e nuove istanze razionaliste. Villa Capra Bassani si inserisce perfettamente in questo filone, combinando monumentalità e armonia, ricercatezza formale e funzionalità degli spazi.

Oggi la villa rappresenta non solo un’importante testimonianza artistica, ma anche un simbolo identitario per Sarcedo e per tutto il territorio circostante. Le sue geometrie rigorose, i giochi di prospettiva e la perfetta fusione fra architettura e paesaggio continuano ad attirare studiosi, appassionati d’arte e visitatori.

Villa Capra Bassani rimane così un luogo in cui il passato dialoga con il presente, custode silenziosa della tradizione veneta e della sua unione indissolubile tra natura, architettura e bellezza.

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