Messaggi antisemiti, razzisti e frasi dal contenuto eversivo, oltre a insulti contro arabi e musulmani. «**Arabi di mer*a! **Dovrebbero essere sterminati!», è uno dei tanti messaggi. E ancora: «Bisogna sempre essere anticostituzionali»; «noi siamo agli ordini del generale! Stand-by quindi…», «Anche il 51 per cento non basterà…Finché qualcuno non si decide ad un’azione di forza, rimarremo nell’immobilismo totale».

È polemica dopo una chat riconducibile all’area politica di Futuro Nazionale, il movimento legato a Roberto Vannacci. A riportare i contenuti della conversazione è stata Repubblica, ma quelle parole estreme delle conversazioni sono state pubblicate anche dal quotidiano diretto da Enrico Mentana, Open, che ha ricostruito una serie di messaggi condivisi all’interno di un gruppo composto, secondo quanto riferito, da circa 300 persone tra dirigenti, referenti territoriali e simpatizzanti, con una presenza particolarmente significativa in Lombardia. Secondo quanto pubblicato da Open, nella conversazione sarebbero comparsi messaggi dal contenuto fortemente razzista e antisemita, oltre a espressioni contro arabi e musulmani e interventi che richiamerebbero posizioni apertamente eversive. Tra i messaggi riportati figurano anche inviti a un’ipotetica «azione di forza» e riferimenti a un’organizzazione politica descritta come rigorosa e di stampo militare.

I riferimenti al passato eversivo

Nel corso della discussione sarebbero emersi anche richiami a figure e vicende della storia dell’estrema destra italiana. Tra questi viene citato Valerio Borghese, protagonista del tentato golpe del 1970, indicato da alcuni partecipanti come modello al quale guardare.

Non mancherebbero inoltre riferimenti al nazismo e ad Adolf Hitler, accompagnati da affermazioni celebrative o giustificative. La conversazione, sempre secondo la ricostruzione di Open, avrebbe ospitato anche pesanti invettive contro l’Unione europea e contro gli ebrei, descritti attraverso stereotipi e accuse di carattere antisemita.

Tra gli iscritti alla chat, secondo quanto riportato dalle autorevoli testate, figurerebbero anche Roberto Jonghi Lavarini, noto esponente dell’estrema destra milanese, e Luca Sforzini, indicato come promotore del centro studi del movimento, Rinascimento nazionale. L’amministratore del gruppo sarebbe invece Renato Maturo, referente del comitato milanese 421 e storico collaboratore di Ignazio La Russa. La presenza di singoli esponenti o simpatizzanti nella chat, tuttavia, non implica di per sé che essi condividano o abbiano prodotto tutti i contenuti pubblicati nel gruppo.

La replica di Massimiliano Simoni

Di fronte alle polemiche, il coordinatore nazionale di Futuro Nazionale, Massimiliano Simoni, ha preso nettamente le distanze dalla conversazione e dai messaggi emersi. In una nota, Simoni sostiene che il gruppo non possa essere considerato espressione della dirigenza nazionale del movimento. Il coordinatore richiama in particolare una circolare emanata dal Coordinamento nazionale nell’aprile 2026, con la quale sarebbero state introdotte precise regole per le chat interne. mSecondo la ricostruzione fornita da Simoni, il partito avrebbe vietato le chat «libere» con più di 60 partecipanti, consentendo l’utilizzo di gruppi WhatsApp e Telegram soltanto per finalità organizzative e di comunicazione rapida. I gruppi avrebbero inoltre dovuto essere riservati agli iscritti e limitati territorialmente alle rispettive strutture di riferimento. Superata la soglia dei 60 componenti, la disposizione avrebbe previsto anche l’impostazione della chat in modalità di sola lettura, lasciando agli amministratori autorizzati la possibilità di pubblicare contenuti.

«Non rappresenta la linea del partito»

È proprio sulla base di queste regole che Simoni contesta qualsiasi collegamento diretto tra la chat e la linea ufficiale di Futuro Nazionale. Il gruppo, sostiene il coordinatore, avrebbe violato le disposizioni interne sia per il numero degli iscritti sia per le modalità di utilizzo. La conclusione della dirigenza è quindi netta: “la chat non sarebbe riconducibile alle strutture nazionali o territoriali ufficialmente riconosciute dal movimento e i contenuti pubblicati al suo interno non rappresenterebbero la posizione politica ed etica del partito”.

M.L.

 

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