In principio furono le zanzare. Poi venne il Natale a 20 gradi. Altro che ghiaccio e renne. Alla vigilia di Natale l’Islanda s’è ritrovata in tarda primavera: l’ufficio meteorologico locale ha confermato che il 24 dicembre a Seyoisfjörour, cittadina dell’Islanda orientale, si sono toccati 19,8 gradi, un valore fuori scala per un Paese dove a dicembre la media oscilla tra -1 e 4 gradi.

A spiegare il fenomeno è Birgir Örn Höskuldsson, meteorologo dell’Ufficio Meteorologico Islandese, al Guardian: “Le condizioni per il record di temperatura si sono create perché aria calda di origine tropicale sovrastava il Paese”. A fare da tappo, un robusto sistema di alta pressione che ha bloccato l’arrivo dell’aria fredda, convogliando invece masse d’aria calda e umida.

I segnali si moltiplicano. All’inizio dell’anno sono state trovate zanzare per la prima volta in Islanda: fino a ieri era uno dei due soli luoghi al mondo, insieme all’Antartide, senza una popolazione stabile di questi insetti. E nelle acque islandesi compaiono sempre più spesso specie tipiche di mari più caldi, come lo sgombro, mentre i ghiacciai arretrano e crollano.

Gli studi lo confermano: l’Artico si riscalda a una velocità quattro volte superiore rispetto al resto del pianeta.

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