Non una sfida tra piloti, non una competizione sportiva. Ma “attentati alla pubblica sicurezza”. È durissimo l’affondo del governatore del Veneto, Alberto Stefani, che affida ai social un video-denuncia sulle corse clandestine tra le province di Verona e Brescia.
Nel video di Stefani si vedono auto lanciate ad alta velocità su strade aperte al traffico, in mezzo a spettatori assiepati ai bordi della carreggiata. E che addirittura falciano delle persone. Scene che, secondo il presidente della Regione, nulla hanno a che vedere con lo sport. “La competizione sportiva-scrive-prevede il rispetto di regole. Queste non sono gare di velocità o di abilità fra piloti”. Nel suo post, Stefani rivolge un ringraziamento agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine “per il lavoro che stanno facendo” nel contrasto a queste corse, ribadendo che l’unico spazio per la passione dei motori deve essere quello delle competizioni autorizzate, con regole certe e standard di sicurezza. Il presidente della Regione estende poi il ringraziamento anche a chi governa il territorio, senza voltarsi dall’altra parte:la Regione è al vostro fianco, a maggior ragione nei giorni in cui la nostra Regione piange tante vittime della strada”.

Il video richiama il blitz sul Garda
Le immagini pubblicate dal governatore Alberto Stefani, a quanto pare. si riferiscono proprio al maxi-raduno clandestino scoperto tra le province di Verona e Brescia nella notte tra il 10 e l’11 luglio. Quello che doveva essere il fine settimana del Southern Gardasee SoGa, il raduno ufficiale di auto customizzate a Monzambano, si è trasformato nell’ennesimo ritrovo illegale organizzato sui social con il nome di ‘Gardasee 26’.
Centinaia di auto elaborate, arrivate anche dal Centro Europa, hanno invaso parcheggi e zone industriali tra Desenzano, Lonato, Montichiari, Mazzano e Brescia, trasformando le strade in piste improvvisate per drifting e accelerate davanti a oltre mille spettatori. Un fenomeno che ha richiesto un massiccio intervento di Polizia di Stato, Carabinieri e Polizie locali, coordinato dalla Questura di Brescia, culminato con l’identificazione di oltre cento persone, una ventina di sanzioni e il sequestro di tre vetture.
Le indagini, però, sono tutt’altro che concluse. Gli investigatori stanno passando al setaccio filmati e fotografie per risalire agli organizzatori e ricostruire l’intera rete che ha dato vita al raduno. La Questura ha inoltre lanciato un monito preciso: nel mirino non ci sono soltanto i piloti. Anche gli spettatori che hanno ripreso le esibizioni, diffuso i video sui social o ostacolato il lavoro delle forze dell’ordine potranno essere perseguiti per aver favorito una manifestazione illegale e pericolosa.
di Redazione AltovicentinOnline
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