Non solo l’Emilia, Bologna e Castel Maggiore, la città di origine, piangono l’ironman Alex Zanardi. Anche il Veneto si stringe nel dolore per la perdita del suo “figlio adottivo”. Il campione scomparso il primo maggio, come ricorda infatti il presidente della Regione, Alberto Stefani, “aveva scelto il Veneto come sua casa, una regione verso cui ha sempre dimostrato un profondo affetto. Ai suoi familiari vadano le più sentite condoglianze mie personali e di tutti i veneti”. Il Veneto, “e in particolare la nostra Padova, piangono un figlio adottivo che ha saputo farsi amare da tutti”, dice Enoch Soranzo, consigliere regionale di Fdi.
IL SINDACO DI NOVENTA PADOVANA: IN LUTTO PER “IL NOSTRO CONCITTADINO”
A Noventa Padovana le bandiere in Comune oggi sono a mezz’asta per il “nostro concittadino Alex Zanardi”. Il lutto cittadino sarà dichiarato “non appena conosceremo la data del funerale”, spiega il sindaco Marcello Bano, ricordando “un grande campione, ma soprattutto un grande uomo. Ha mostrato al mondo cosa significa non arrendersi, rispondere alle peggiori tragedie amando la vita ancora di più, con quell’incredibile sorriso che chiunque abbia visto, anche una sola volta, non potrà mai dimenticare. Il bene che ha fatto è così grande che le parole non bastano a rendergli merito. Un esempio impossibile da eguagliare, ma da portare per sempre nel cuore”, afferma ancora Bano.
IL CORDOGLIO ISTITUZIONALE
L’amministrazione di Noventa si dice dunque vicina alla famiglia “in questo momento di dolore”, e “a disposizione per qualsiasi necessità”.
Nato a Bologna, Zanardi “aveva scelto la nostra terra per vivere e far crescere la sua splendida famiglia a Noventa Padovana. Qui non era solo il pilota o l’atleta paralimpico da medaglia d’oro”, ma “un vicino di casa, un amico, un esempio di umiltà e forza che incrociavi per strada”, racconta il consigliere regionale Enoch Soranzo (Fdi) in un post in cui ricorda “con orgoglio il suo legame indissolubile con il territorio: le sue fatiche lungo le strade del Veneto e alla Padova Marathon con la sua handbike”.
Alex Zanardi, dice ancora Soranzo, “ci ha insegnato che la vita è un dono prezioso e che, nonostante le salite più ripide, c’è sempre un motivo per spingere ancora un po’ più in là”.
Dunque, “ci lascia un grande campione, che ha raggiunto traguardi memorabili, nello sport e nella vita- riprende Stefani- nell’arco della sua carriera sportiva, Alex ha dimostrato che, anche nelle difficoltà, l’ultima parola spetta sempre all’uomo, alla sua forza di volontà, al suo coraggio, alla sua capacità di immaginare soluzioni. Il suo esempio vivrà per sempre e auspico potrà continuare ad ispirare generazioni di giovani”. Luca Zaia, ex governatore e oggi presidente del Consiglio regionale del Veneto, lo ricorda come “un uomo straordinario, simbolo di forza, coraggio e capacità di rinascere. Alex ha saputo andare oltre ogni limite, trasformando le difficoltà in un messaggio universale di speranza. Ha regalato emozioni, sorriso e fiducia nel futuro a milioni di persone, in Italia e nel mondo. I suoi più grandi traguardi non sono stati solo sportivi, ma umani”. E dunque, “ci lascia un’eredità preziosa: non arrendersi mai, affrontare la vita con determinazione e con lo sguardo pieno di meraviglia”.
L’europarlamentare veronese di Fdi, Daniele Polato, aggiunge che Alex Zanardi “ha insegnato a trasformare ogni limite in una nuova partenza, ogni caduta in un motivo per rialzarsi, ogni difficoltà in un’occasione per vivere ancora più intensamente. Non era solo un campione nello sport, ma un esempio raro di forza, ironia e umanità. Ci ha mostrato che il vero traguardo non è vincere, ma non smettere mai di provarci”. E’ stato “un uomo meraviglioso”, riassume Roberto Marcato, consigliere regionale di Lega-Liga veneta.
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