Aveva già alzato il gomito prima della campanella. La professoressa si accorge che qualcosa non va, avverte il preside e scatta l’allarme. I sanitari riscontrano un abuso di alcol. Avvisati i genitori, la ragazza viene accompagnata a casa. È accaduto in Veneto, in una scuola superiore di Treviso, dove una studentessa di 18 anni si è presentata in classe dopo aver consumato bevande alcoliche, manifestando evidenti difficoltà nei movimenti e nei comportamenti.
Una scena che ha suscitato stupore e preoccupazione. A rendersi conto della situazione è stata l’insegnante, che ha immediatamente avvertito il dirigente scolastico. La situazione ha richiesto l’intervento dell’ambulanza ed è stato riscontrato un abuso di alcol. Sono stati quindi contattati i genitori, che hanno preso in carico la ragazza e l’hanno accompagnata a casa.
La sbronza prima della lezione: un campanello d’allarme
L’episodio riaccende i riflettori su un fenomeno che preoccupa sempre di più: il rapporto tra giovanissimi e alcol. Nella Marca trevigiana, come in altre aree del Veneto, il consumo eccessivo di bevande alcoliche tra i giovani rappresenta una questione che chiama in causa famiglie, scuole e istituzioni. Il punto non è soltanto ciò che è accaduto in quella classe, ma ciò che l’episodio lascia intravedere: se l’alcol entra nella mattinata di uno studente prima ancora dell’inizio delle lezioni, il problema ha già superato la soglia della semplice bravata.
La scuola dovrebbe essere il luogo in cui si impara a costruire il proprio futuro, non il posto in cui ci si accorge che qualcuno sta già perdendo il controllo. E quando serve un’ambulanza per gestire le conseguenze di una bevuta prima di entrare in aula, liquidare tutto come una ragazzata diventa difficile.
La vicenda trevigiana è un episodio circoscritto, ma richiama una questione più ampia: la normalizzazione del consumo di alcol tra i giovani, la facilità con cui il bere può trasformarsi in abuso e la necessità di non sottovalutare i segnali.
Perché la campanella, prima o poi, suona per tutti. Ma arrivare a scuola già alterati significa aver saltato una lezione ben più importante di quelle in programma: quella sulla consapevolezza dei rischi e sulla responsabilità verso se stessi.
di Redazione AltovicentinOnline
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