“La medicina estetica, grazie alla scienza, è diventata sempre più sicura. Oggi botulino e filler sono entrambe soluzioni certe e poco invasive. Potremmo sinteticamente dire che la tossina botulinica interviene sui muscoli che causano le rughe d’espressione, distendendoli, la seconda riesce ad aumentare il volume e tonificare”. A spiegare la differenza tra i trattamenti è Maurizio Benci, vicepresidente di Aiteb, l’Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino.

“Le due procedure di medicina estetica sono sostanzialmente diverse. Il filler serve per donare riempimento ad alcune parti del viso o del corpo, come ad esempio la bocca e gli zigomi, oppure per dare tono ed idratazione ai tessuti. I filler sono tutti riassorbibili in un periodo di tempo tra i 6 e i 12 mesi – continua Benci -. Il botulino ha invece una resistenza di 3-6 mesi, con un effetto completamente reversibile e viene usato per ridurre una funzione muscolare in un punto specifico, soprattutto per diminuire le rughe d’espressione della fronte, in mezzo alle sopracciglia e intorno agli occhi, ma viene adottato dagli specialisti anche per dei problemi più singolari, come l’eccessiva sudorazione o l’eccesso di sebo”. I trattamenti presentano delle differenze anche per quanto riguarda eventuali effetti post-operatori.

“Nel caso del filler può accadere che, nel punto di iniezione, si formi un edema o si sviluppi un rossore, ma spesso è l’overcorrezione l’effetto più spiacevole. In quello del botulino (sconsigliato a chi è allergico all’albumina, a donne in gravidanza e allattamento) possono esserci degli effetti locali transitori e che i muscoli abbiano bisogno solo di un po’ di tempo per assestarsi – conclude il vicepresidente di Aiteb -. Entrambe le procedure vengono condotte in ambulatorio e non c’è, solitamente, bisogno di un anestetico”. La cosa importante è rivolgersi a medici chirurghi con grandissima esperienza nelle tecniche iniettive, meglio se certificate da Società scientifiche che fanno formazione e divulgazione scientifica da anni.

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