Dalle magie in campo alle sfide personali, dal clamore degli stadi al raccoglimento della preghiera, dagli infortuni che ne hanno temprato il carattere alla serenità trovata nella fede buddista. Un’autobiografia non convenzionale che ci farà scoprire come dietro al fuoriclasse ci sia sempre stato un uomo capace di guardare oltre il pallone.

Roberto Baggio torna a raccontarsi. Alla vigilia dell’uscita del suo nuovo libro, scritto insieme alla figlia Valentina e al giornalista Matteo Marani, il Corriere della Sera ha pubblicato una lunga intervista in cui il Divin Codino ripercorre i momenti più intensi, dolorosi e luminosi della sua vita sportiva e personale.

Al centro, come sempre, c’è Pasadena: il rigore del 17 luglio 1994 che ancora oggi Baggio porta dentro come una ferita mai del tutto chiusa. «Mi sentii in colpa con tutti gli italiani», confessa, spiegando che quel pallone resta per lui “sospeso in un luogo difficile da raggiungere”.

L’intervista mostra un Baggio profondamente umano, segnato dagli infortuni, dalle sofferenze fisiche e da un senso di responsabilità che negli anni non si è mai attenuato. Il buddhismo, racconta, è stato la via che lo ha aiutato a trasformare dolore e ostilità in forza interiore. «Sto ripulendo il mio karma», dice, convinto che ogni vita sia un percorso di crescita.

Tantissimi i ricordi: gli inizi a Caldogno, la famiglia numerosa, il Vicenza di Pablito, gli anni della Fiorentina e il trasferimento traumatico alla Juventus, accolto da rivolte di piazza. Rievoca anche il rapporto complesso con alcuni allenatori, il legame speciale con Del Piero, il dolore per gli infortuni di Ronaldo e un aneddoto esilarante con Mazzone e il suo cane.

C’è spazio anche per il presente: la preoccupazione per il calcio italiano, la scelta di comunicare tramite Instagram con l’aiuto della figlia, il dossier di riforme rimasto in sospeso. E poi i sogni: quelli passati, come palleggiare con Maradona a 10 mila metri di quota, e quelli che tornano ancora oggi, di notte, quando immagina di segnare quel rigore.

Un Baggio sincero, profondo, a tratti vulnerabile, che ricorda perché ancora oggi è una delle figure più amate dello sport italiano.

di Redazione AltovicentinOnline

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