Chi, con un comportamento doloso o gravemente colposo, rende necessario l’intervento della Guardia di finanza, oppure richiede un soccorso che si rivela ingiustificato, dovrà rimborsarne i costi. È quanto prevede la legge di Bilancio 2026, attuata da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che introduce un tariffario destinato a quantificare le spese sostenute dall’amministrazione durante le operazioni.

L’obiettivo è duplice: recuperare le risorse pubbliche impiegate nei casi in cui l’intervento sia stato provocato da condotte particolarmente gravi e scoraggiare richieste di soccorso infondate o irresponsabili. Il sistema si basa su criteri oggettivi, che attribuiscono un valore economico sia al personale impiegato sia ai mezzi utilizzati.

Il costo del personale

Il decreto individua un costo orario differenziato in base al grado e alla specializzazione degli operatori. Per appuntati e finanzieri la tariffa supera di poco i 30 euro l’ora, mentre per gli ufficiali superiori arriva a circa 60 euro. Ancora più elevati gli importi previsti per il personale dei reparti aeronavali, che richiedono competenze altamente specialistiche e possono raggiungere circa 70 euro per ogni ora di impiego.

Anche il sistema di conteggio è stato standardizzato: gli interventi di durata inferiore a un’ora vengono comunque addebitati come un’ora intera, mentre oltre i sessanta minuti le frazioni sono conteggiate solo se superiori alla mezz’ora.

Dai fuoristrada agli elicotteri: quanto incidono i mezzi

Oltre al personale, il tariffario prende in considerazione i mezzi impiegati durante le operazioni.

Per i veicoli terrestri il costo è calcolato in base ai chilometri percorsi e varia a seconda della tipologia e dell’alimentazione. Tra i mezzi più onerosi figurano le motoslitte, che superano l’euro e mezzo al chilometro, seguite dai quad Atv e dagli altri veicoli speciali utilizzati nelle operazioni di soccorso o controllo del territorio.

L’impiego di mezzi aerei comporta invece costi decisamente più elevati. Gli aeroplani turboelica possono arrivare a sfiorare i 5.000 euro per ogni ora di volo, mentre gli elicotteri bimotore superano i 4.000 euro orari. Molto più contenuti, invece, i costi dei droni, che oscillano da meno di 100 euro all’ora per i modelli più piccoli a poche centinaia di euro per quelli tecnologicamente più avanzati.

Anche in mare le differenze sono significative: i pattugliatori di ultima generazione superano i 1.000 euro per ogni ora di attività, mentre le vedette costiere hanno costi sensibilmente inferiori.

Un tariffario per rendere omogenei i rimborsi

Il provvedimento introduce per la prima volta un sistema uniforme di calcolo dei costi degli interventi della Guardia di finanza. Il rimborso non sarà quindi stabilito in maniera discrezionale, ma sulla base di parametri prestabiliti che tengono conto del personale impiegato, della durata dell’operazione e dei mezzi utilizzati.

La misura riguarda esclusivamente gli interventi riconducibili a comportamenti dolosi o gravemente colposi, oppure a richieste di soccorso rivelatesi prive di giustificazione. L’intento del legislatore è quello di responsabilizzare i cittadini, tutelando al tempo stesso le risorse pubbliche destinate alle attività di soccorso e di polizia economico-finanziaria.

In sintesi

Personale: da poco più di 30 euro l’ora per appuntati e finanzieri fino a circa 70 euro per gli operatori specializzati dei reparti aeronavali.

Veicoli terrestri: tariffe calcolate al chilometro, con motoslitte e quad tra i mezzi più costosi.

Mezzi aerei: fino a quasi 5.000 euro l’ora per gli aerei turboelica e oltre 4.000 euro per gli elicotteri bimotore.

Unità navali: oltre 1.000 euro l’ora per i pattugliatori più moderni.

Il rimborso scatta solo nei casi previsti dalla legge: dolo, colpa grave o richieste di soccorso risultate ingiustificate.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia