“No gay, no comunisti”, lo chef prima discrimina e poi si giustifica. “Serve professionalità», ma scoppia l’indignazione”
Un annuncio di lavoro nato per cercare cuochi si è trasformato in un caso nazionale di discriminazione e stereotipi. «No gay, no comunisti»: così ha scritto Paolo Cappuccio, chef napoletano con un passato in cucine stellate, in un post pubblicato sui social per reclutare personale per una struttura alberghiera in Val di Fassa. Un messaggio... continua a leggere...














