Fino adesso abbiamo parlato di tacchi e look trendy ma ditemi una cosa: voi a casa come vi vestite?

Premetto: questo articolo vale per quando siete completamente sole, al massimo in compagnia dell’amica del cuore che è abituata a vedervi struccate. Se c’è qualsiasi altra presenza in casa, abbandonate la tuta a favore dei jeans o di un pantalone degno di portare questo nome, anche se casual. E questo è un ordine. Punto.

In verità non esistono regole. Non sarò io a dirti di buttare le vecchie felpe extralarge, magari con qualche buco (anche se la tentazione mi verrebbe).

Cosa ne dite di evitare, soprattutto per voi stesse, le brutture più estreme? Se poi vivete con qualcuno, un po’ di pietà per chi divide il vostro tetto no?

Per capirci, in casa vanno bene capi come i leggings (fuori casa anche no, a meno che non siate in dolce attesa o abbiate appena partorito quando l’esigenza di stare comode prevale), joggers, pantaloni della tuta. La scelta è ampia senza finire nel trash.

Ok per t-shirt e maglie che hanno visto tempi migliori ma sono ancora utilizzabili, cardigan che magari hanno qualche pallino ma non sono ancora da buttare, tutto anche in un’ottica di sostenibilità.

In pratica, ciò che non usate più per uscire perché inizia a consumarsi potete usarlo per i momenti di solitario relax. Ma, c’è sempre un ma, relax non significa sciattoneria. Capi easy sono quelli che si stropicciano difficilmente, come le varie magline, facilmente abbinabili tra loro perché di colori basici. Vecchie maglie con unicorni o gattini, reliquie degli anni ‘80/’90…quelle hanno solo una possibile destinazione: dite loro addio.

Vi sembro acida e crudele? Sapete come vestiva in casa la nostra Madamoiselle più famosa? Assolutamente in tailleur, simbolo di uno stile che va oltre l’occasione d’uso.

La signora si chiamava Coco Chanel ed aveva una fobia per le cose belle anche in casa: paraventi ‘Coromandel’, laccati e decorati con immagini della cultura cinese, sculture indù, un’antica icona ortodossa dono di Igor Stravinsky, una mano dorata scolpita per lei da Alberto Giacometti e un fusto di grano dipinto da Salvador Dalí. Tra le altre cose.

L’appartamento di Gabrielle Chanel al 31 di Rue Cambon era una camera delle meraviglie d’arte e barocchismo con i cervi in bronzo appartenuti alla Marchesa Casati che sorvegliavano il tutto dall’alto e una scala a chiocciola con pannelli a specchio. Quindi l’esempio è estremo e la donna è delle più difficili…diciamo che se anche fosse esistita l’Ikea non ci avrebbe fatto un giro.

E anche sul look domestico aveva le idee chiare: vietatissime vestaglie e pantofole, solo completi di tweed, abiti in seta nera, collier di perle e slingback anche per stare in casa.  Ecco, se dovete cucinare il sugo o avete un bambino che può rigurgitare la cena sul vostro vestito il tailleur anche no…lei non aveva di questi problemi.

Il concetto penso di averlo reso vi lascio con una curiosità: in casa Chanel c’era proprio di tutto tranne una cosa: il letto. Per dormire usava – e c’è ancora – la sua camera al Ritz. E ditemi se è poco!

Kiss Mrs Fork.

 

 

 

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