Metto le mani avanti, il saluto con il gomito non l’ho mai ingoiato, non vedo l’ora di tornare alla buona vecchia stretta di mano ma… anche qua ho da dire la mia (sempre detto di essere una ficcanaso!)

Nome, cognome, stretta di mano, questa di solito è la sequenza (in questo ordine) che dura qualche secondo e che vi può glorificare o crocefiggere, farvi ricordare ad un colloquio o depennare dalla lista.

La stretta di mano deve essere calorosa, breve, asciutta.

Cosa significa?

Calorosa: devi comunicare, senza usare le parole, che sei felice di essere lì, di incontrare quella persona, di stringergli la mano. La pressione che esercitate comunica entusiasmo e franchezza, ottime caratteristiche da far sentire all’altra persona. Non gli conficchi gli anelli nella carne né allunghi due dita esitanti come temessi un contagio.

Breve: prendi la mano, stringi, lasci, fine. Niente di più antipatico di una persona che ti trattiene una mano dopo un saluto.

Asciutta: hai presente quanto è fastidiosa la mano umidiccia? Suda per l’emozione (non è una colpa) ma condanna a una brutta figura e rimane una mano da evitare in futuro.  A volte, per ovviare a questo, bastano piccoli accorgimenti, come passarla sotto all’acqua corrente a asciugarla con cura: ti darà per qualche decina di minuti una mano fresca e in ordine.

 

Ma, a proposito, di quale mano stiamo parlando?

Sempre e solo della mano destra, il galateo non contempla i mancini. Molti riti e pratiche sono nati secoli fa, quando la mano sinistra era definita “la mano del diavolo” e come tale denigrata (cosa che succede in molte culture anche al giorno d’oggi). D’altra parte la posizione “a destra”, senza ovviamente alcuna connotazione politica, viene sempre considerata di riguardo (a destra del padrone di casa è il posto dell’ospite d’onore. Da quando? Con precisione non lo so…hai presente che Uno è morto in croce ed è salito alla destra del Padre?

Regole per presentazioni perfette (in paesi occidentali):

  • la distanza corretta fra due interlocutori, detta prossemica, in Italia è di circa 60/70 cm (ma varia nel resto del mondo da pochi cm a tre metri)
  • la mano viene offerta dalla persona più importante, o adulta, quindi aspettatela prima di allungarla per primi
  • postura eretta e non insaccata, mani fuori dalle tasche
  • via i guanti: è una regola che arriva dal medioevo, periodo in cui sotto al guanto infilavano punte avvelenate e la stretta di mano poderosa mandava silenziosamente al Creatore più di un nemico
  • breve contatto visivo, significa che dovete guardare negli occhi la persona che avete davanti, e accenno di sorriso (e non un sorriso falso e tirato, vi sgammano subito)
  • mano destra aperta e ben tesa: sono i palmi a incrociarsi non le dita
  • non appoggiate mai la sinistra sopra alle vostre destre (tranne che per le condoglianze ai funerali) o peggio non agguantate l’avambraccio dell’interlocutore, è come se metteste la persona con le spalle al muro
  • braccio e mano sinistra lungo al fianco
  • niente chewing gum, niente occhiali da sole addosso
  • si parla in modo chiaro e comprensibile per non costringere l’interlocutore a ripetere il vostro nome, soprattutto se il nome è lungo e complicato

E se dovete presentare una persona ad un’altra ma non ricordate più il nome di entrambe? C’è un trucco: fate un mezzo passo indietro e con tranquillità dite: “Vi conoscete?” Vedrete che loro diranno (ovviamente) “NO” e procederanno a presentarsi da soli. Vedete? Grazie al galateo per ogni problema c’è una soluzione 😉

Kiss Mrs Fork

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