La truffa dello scontrino al bancomat corre veloce nelle città italiane dove sta già facendo vittime di tutte le età. Un raggiro tanto semplice quanto insidioso, che sfrutta una cattiva abitudine diffusissima: lasciare la ricevuta cartacea nello sportello automatico dopo un prelievo o una consultazione del saldo.
Il fenomeno, segnalato inizialmente ha spinto i Carabinieri a diffondere raccomandazioni ufficiali per mettere in guardia i cittadini.
Come funziona la truffa
Il meccanismo è tanto elementare quanto efficace. I truffatori si appostano nei pressi dei bancomat o passano successivamente a controllare gli sportelli automatici alla ricerca di ricevute abbandonate. Quegli scontrini, apparentemente innocui, contengono informazioni preziose: parte del numero di conto o della carta, data e ora dell’operazione, importo prelevato, talvolta il saldo residuo. Con questi dati, i malintenzionati costruiscono telefonate estremamente credibili. Si spacciano per operatori della banca o per addetti antifrode e contattano la vittima facendo riferimento a un’operazione realmente effettuata: “Abbiamo rilevato un problema sul prelievo di 250 euro effettuato ieri alle 10:43…”. Un dettaglio che abbassa immediatamente le difese. A quel punto scatta il vero tentativo di frode: viene chiesto di comunicare codici OTP ricevuti via sms, credenziali di accesso all’home banking o altri dati sensibili. In pochi minuti il conto può essere svuotato.
L’analisi degli esperti
Il sito Truffa.net ha analizzato nel dettaglio questo schema, definendolo una truffa “ibrida”, capace di combinare un elemento fisico – lo scontrino cartaceo – con tecniche di social engineering e phishing telefonico.
A dimostrazione di quanto il tema sia sentito, un video pubblicato il 18 febbraio 2026 sul profilo ufficiale TikTok di Truffa.net ha superato in poche ore le 76 mila visualizzazioni, generando centinaia di interazioni tra like, condivisioni e salvataggi. Un segnale chiaro: la paura è concreta e le segnalazioni sono in aumento.
Le vittime: giovani e anziani
A cadere nella trappola non sono solo gli anziani. La truffa colpisce lavoratori, studenti, pensionati: chiunque utilizzi un bancomat e lasci la ricevuta nello sportello o nel cestino accanto. La forza del raggiro sta proprio nella sua credibilità: il truffatore conosce davvero un’operazione effettuata dalla vittima.
Molti raccontano di essersi fidati perché l’interlocutore sembrava informato e professionale. In realtà, nessuna banca chiede mai codici OTP o password per telefono.
I consigli per difendersi
I Carabinieri raccomandano alcune regole semplici ma fondamentali:
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non lasciare mai lo scontrino nello sportello automatico;
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distruggere sempre la ricevuta prima di gettarla;
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non comunicare mai per telefono codici OTP, password o dati bancari;
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in caso di chiamate sospette, interrompere la conversazione e contattare direttamente la propria banca tramite i canali ufficiali.
Quella dello scontrino è una truffa che parte da un gesto banale e quotidiano. Proprio per questo è pericolosa. Bastano pochi secondi di disattenzione per fornire ai criminali il primo tassello di un raggiro ben costruito.
L’invito delle forze dell’ordine è chiaro: attenzione massima, informare parenti e amici e segnalare ogni episodio sospetto. Perché oggi la prevenzione, più che mai, passa anche dai piccoli gesti.
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