La Banca centrale della Russia fa causa all’Unione Europea per il congelamento di circa 210 miliardi di euro di beni statali che si trovano in paesi dell’UE. La denuncia è stata presentata al Tribunale dell’Unione Europea a Lussemburgo il 27 febbraio scorso.
A dare la notizia è Euronews.com che riporta come secondo Mosca, la decisione dell’UE di bloccare questi soldi a tempo indeterminato viola i diritti fondamentali, come il diritto alla proprietà e alla giustizia, e ignora il principio dell’immunità sovrana degli Stati e delle banche centrali. “Il regolamento contestato era stato approvato dagli Stati membri a dicembre, dopo intensi negoziati per fornire all’Ucraina 90 miliardi di euro di nuovi aiuti” riporta Euronews.com. “L’immobilizzazione dei beni è stata effettuata ai sensi dell’articolo 122 dei Trattati Ue, una disposizione già utilizzata in precedenti emergenze economiche, tra cui la pandemia di Covid-19 e la crisi energetica, e che richiede una maggioranza qualificata. Secondo la Commissione europea, la guerra russa ha provocato un “grave impatto economico” sull’Ue, causando “interruzioni dell’approvvigionamento, aumento dell’incertezza, maggiori premi di rischio, riduzione di investimenti e spesa dei consumatori”, oltre a numerosi attacchi ibridi come incursioni con droni, sabotaggi e campagne di disinformazione”.
L’Unione Europea ha già detto di essere fiduciosa nella legalità della propria decisione e di non essere preoccupata per la causa presentata dalla Banca centrale russa.
di Redazione AltovicentinOnline
Stampa questa notizia




