Il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, è nato solo il 3 febbraio, dopo la rottura del generale in pensione con la Lega. Eppure, in pochi mesi ha già messo insieme un tesoretto di oltre 300 mila euro, destinato a sostenere la campagna elettorale in vista delle politiche. A scommettere su di lui è un pezzo di mondo imprenditoriale che punta su un suo exploit alle urne e su un possibile ruolo di governo.
Una cassa da oltre 300 mila euro
Secondo i dati pubblicati sul registro nazionale della Camera e nella sezione «Trasparenza» del sito di Futuro Nazionale, il partito ha raccolto finora 316 mila euro circa, attraverso una trentina di donatori. Un’analisi di questi nomi fa emergere legami, settori economici e qualche profilo già noto alle cronache giudiziarie.
La parte più consistente delle entrate – oltre 80 mila euro – arriva dall’associazione «Il Mondo al Contrario», la stessa che ha organizzato il tour di presentazioni del libro omonimo di Vannacci, con cene a pagamento in Italia e all’estero. Quella che inizialmente veniva descritta come una semplice “missione culturale” si è di fatto trasformata in una macchina organizzativa e finanziaria, capace di alimentare il salto politico del generale.
Il blocco dell’edilizia: la galassia Cieri
Tra i finanziatori spicca il settore delle costruzioni. Un ruolo centrale lo gioca la famiglia Cieri, che attraverso più società ha contribuito con somme significative: Ecoholding Srl (famiglia Cieri): 30 mila euro; Ecolattanzio Srl (guidata da Luca Cieri): 15 mila euro; Stabilia Italia Srl (immobiliare riconducibile alla stessa famiglia): altri 15 mila euro
In totale, dalla galassia Cieri arrivano quindi 60 mila euro. Il cognome non è nuovo: è finito sulle cronache giudiziarie per il cosiddetto “crollo di San Valentino” alla Balduina, a Roma. La sera del 14 febbraio 2018 una voragine di circa venti metri inghiottì automobili e costrinse all’evacuazione di alcuni edifici. Nel settembre 2025, tra i condannati per quella vicenda è stato indicato anche Luca Cieri, la cui Ecolattanzio lavorava in un cantiere nei pressi dell’area del crollo. Nelle motivazioni della sentenza si parla di «negligenza, imperizia e imprudenza».
Sempre legato al comparto edilizio è il Consorzio Key Re Management, nato per coordinare le attività delle imprese che hanno beneficiato del flusso di lavori generato dal Superbonus 11
Un altro capitolo importante arriva dal mondo dei carburanti. La CPP – Compagnia Petrolifera Piemontese, guidata da Stefano Maurizio Finzi, ha effettuato una donazione da 30 mila euro. Dalle visure camerali emerge che la società si occupa di commercio di carburanti e pneumatici, oltre che della gestione di stazioni di servizio. Un contributo, questo, che segnala l’interesse anche del settore energetico per l’avventura politica di Vannacci.
Non manca chi arriva dal mondo delle infrastrutture ferroviarie. L’imprenditore Domenico Santoro, fondatore nel 1989 della Esim Srl, ha versato 12 mila euro. L’azienda è attiva nella progettazione e manutenzione di impianti ferroviari ed è fornitrice di servizi anche per il gruppo Trenitalia. Un sostegno che collega Futuro Nazionale a un comparto particolarmente delicato per le politiche pubbliche, quello della mobilità su rotaia. Lo spettro dei finanziatori si allarga poi all’agroalimentare e al commercio al dettaglio di fascia alta.
Dal settore agricolo e alimentare arrivano: Carciofi Romani Srl: 1.000 euro e MM Vini Srl: 4.000 euro. Piccole somme rispetto alle grandi donazioni, ma significative per comprendere la rete territoriale del partito, soprattutto nel Lazio, dove Vannacci mantiene il suo nucleo più solido di sostenitori.
A colpire è anche il nome di Lorenzo Ruzza, commerciante di orologi da collezione, molto attivo sui social e titolare di un negozio nel centro di Milano. La sua presenza nella lista dei finanziatori segnala l’attenzione di una parte del commercio di nicchia e dell’alta gamma verso il progetto politico del generale.
Un partito sorretto dagli imprenditori
Guardando l’insieme dei donatori, emerge una fotografia chiara: Futuro Nazionale si regge in larga parte su capitali imprenditoriali, distribuiti tra edilizia, energia, infrastrutture, agroalimentare e commercio. Più che da piccoli contributi diffusi, il partito di Vannacci viene sostenuto da figure e società che, in diversi casi, possono contare su una presenza radicata nei loro settori.
In un quadro politico in rapido movimento, questi finanziamenti non rappresentano soltanto una fonte di risorse per la campagna elettorale, ma anche il segnale di una scommessa: quella di chi punta su Vannacci come nuovo interlocutore politico, con la prospettiva che la sua sigla possa pesare nella prossima legislatura e magari sedersi al tavolo del governo.
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