“Il progetto di legge per l’istituzione del Garante regionale dei diritti delle persone anziane nasce da un’esigenza concreta dei territori, a partire dalle iniziative già avviate nel vicentino e nel veneziano dove sono state avanzate proposte analoghe a livello locale”.

Con queste parole le consigliere regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto e Monica Sambo annunciano il deposito della proposta di legge per istituire in Veneto una nuova figura di tutela dedicata alla popolazione anziana. L’iniziativa, spiegano, è stata sottoscritta da tutti i consiglieri dem.

“Il quadro delineato dall’ISTAT nel 2025 è inequivocabile: l’Italia è tra i Paesi con la più elevata speranza di vita ma detiene anche il primato per percentuale di anziani, che sfiorano un quarto della popolazione totale. Davanti a questa tendenza demografica, la politica non può restare a guardare”, dichiarano le due consigliere.

Luisetto e Sambo richiamano anche i dati del Nadref, sottolineando il paradosso che caratterizza l’invecchiamento della popolazione veneta. “Se da un lato l’aspettativa di vita in Veneto è salita a 84,2 anni, dall’altro l’aspettativa di vita in buona salute è scesa a 58,1 anni. Questo divario ci dice chiaramente che una parte significativa dell’esistenza dei veneti è esposta a condizioni di fragilità e vulnerabilità”.

Un dato che – secondo le promotrici – impone un cambio di passo nelle politiche sociali. “Non possiamo limitarci a considerare gli anziani solo quando necessitano di un posto in casa di riposo. È necessaria una rete di sostegno e supporto che li accompagni lungo tutto il percorso di invecchiamento, garantendo dignità e diritti anche nelle fasi di cronicità e multi-cronicità che purtroppo risultano in aumento”.

Le consigliere sottolineano poi che in Veneto esiste già il Garante dei diritti della persona, ma con competenze molto ampie. “Le sue funzioni sono estremamente vaste e frammentate, occupandosi di materie molto diverse come i diritti dei detenuti o dei minori. La specificità delle problematiche connesse alla terza età richiede invece una figura dedicata e dotata di documentata esperienza nel settore”.

Secondo Luisetto e Sambo il Veneto rischia di restare indietro rispetto ad altre regioni che hanno già introdotto strumenti analoghi. “Lombardia, Sicilia, Molise e Basilicata si sono già dotate di questo strumento di tutela specialistico: il Veneto, con il suo trend demografico, non può permettersi di restare indietro”.

La nuova figura avrebbe il compito di vigilare sull’applicazione delle norme e raccogliere le segnalazioni dei cittadini. “L’obiettivo del Garante sarà quello di contrastare ogni forma di ageismo e discriminazione basata sull’età. Questa figura opererà in piena autonomia per recepire le segnalazioni dei cittadini e delle associazioni, promuovendo al contempo l’invecchiamento attivo e la partecipazione alla vita comunitaria”.

Le due consigliere parlano apertamente di una scelta culturale prima ancora che amministrativa. “È un atto di civiltà necessario per superare quella cultura che vede nella sola produttività economica il valore di una persona, rischiando di spingere ai margini chi ha costruito il benessere del nostro territorio”.

Il garante avrebbe sede presso il Consiglio regionale e dovrebbe presentare una relazione annuale sull’attività svolta. “Vogliamo che questa proposta sia il primo passo per una nuova stagione di politiche sociali in Veneto. Il Garante sarà un punto di riferimento istituzionale per promuovere interventi innovativi e coordinare le reti territoriali, a partire dai capoluoghi di provincia”.

“Con oltre 14,5 milioni di over 65 in Italia e un numero di centenari che ha raggiunto il massimo storico – concludono Luisetto e Sambo – proteggere i diritti degli anziani significa proteggere il futuro e la coesione di tutta la nostra comunità”.

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