Anche quest’anno la Pasqua si tinge di rincari, e a pagarne le conseguenze sono, come sempre, i consumatori. Secondo l’analisi di Codacons, acquistare le tradizionali uova di cioccolato costerà di più rispetto al 2025, con aumenti che vanno dal +6% fino a toccare il +10% per alcuni marchi.
Numeri che fanno discutere, soprattutto considerando che al chilo un uovo di marca industriale può superare i 77 euro, contro i 70 dello scorso anno. Nei supermercati si parte da circa 7 euro per i prodotti più economici, fino ad arrivare a 22 euro per quelli più noti. Ancora più salate le versioni artigianali, che oscillano tra i 30 e i 40 euro, mentre le uova gourmet sfondano senza esitazioni il muro dei 100 euro a pezzo.
Una dinamica che lascia l’amaro in bocca, soprattutto alla luce di un dato evidente: il prezzo del cacao è crollato. Dopo aver toccato il picco record di 12mila dollari a tonnellata a fine 2024, oggi si aggira attorno ai 3.300 dollari, segnando un calo del 58% in un anno. Eppure, sugli scaffali, questo ribasso non si vede.
La spiegazione fornita dal Codacons non basta a placare le polemiche: le industrie dolciarie starebbero ancora utilizzando scorte di cacao acquistate quando i prezzi erano alle stelle. Una giustificazione tecnica che però si scontra con la realtà quotidiana dei consumatori, costretti a spendere sempre di più senza beneficiare di alcun ribasso.
Va leggermente meglio sul fronte delle colombe, dove gli aumenti si fermano attorno al +3%. I prezzi variano tra i 5,40 e i 15,90 euro per quelle classiche, mentre le versioni farcite salgono fino a quasi 20 euro. Ma anche qui, il risparmio resta relativo.
Nel complesso, il giro d’affari pasquale in Italia supera i 600 milioni di euro all’anno. Una cifra enorme che rende ancora più difficile accettare una situazione in cui, nonostante il calo delle materie prime, i prezzi continuano a salire.
La sensazione diffusa è una sola: a pagare, ancora una volta, sono sempre gli stessi.
Stampa questa notizia




