Il Servizio sanitario nazionale italiano rischia un collasso lento ma inesorabile a causa di un pericoloso squilibrio tra medici e infermieri. È il quadro delineato dal report del sindacato Nursing Up, che denuncia un sistema pubblico “sovradimensionato nei medici, sottodimensionato negli infermieri”, con ricadute dirette su costi, qualità delle cure e sostenibilità complessiva.
Secondo i dati OCSE (Health at a Glance 2024-2025), l’Italia conta 5,4 medici ogni 1.000 abitanti (media OCSE 3,9), mentre gli infermieri nel pubblico sono appena 4,7 ogni 1.000 abitanti, contro una media OCSE di 9,2. «Il risultato è uno squilibrio strutturale che genera rigidità organizzativa, riduce la capacità di presa in carico e aumenta la pressione sugli ospedali», spiega Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up.
L’inefficienza “misurata dai numeri”
Il rapporto infermieri/medici nei sistemi europei più avanzati varia tra 2,2 e 2,7, mentre in Italia si attesta tra 1,3 e 1,5, uno dei valori più bassi del continente. L’analisi di Nursing Up evidenzia come questa gestione errata delle risorse comporti aumento dei ricoveri evitabili, crescita della spesa indiretta e perdita di capacità operativa, accentuata dalla fuga degli infermieri verso il libero professionismo (+17% nel primo semestre 2025 secondo ENPAPI).
Paesi come Germania, Paesi Bassi e Regno Unito hanno invece dimostrato che rafforzare il ruolo dell’assistenza infermieristica porta a sistemi più efficienti, con riduzione dei ricoveri evitabili e dei costi, fino al 20% secondo studi internazionali. In Italia, invece, continua la sottovalutazione del personale infermieristico, mentre la spesa sanitaria pro-capite rimane tra le più basse del G7, con un gap stimato di circa 43 miliardi di euro.
La scelta urgente
«Abbiamo costruito una sanità che spende male e cura peggio», denuncia De Palma. «Pensiamo di risparmiare tagliando sugli infermieri, ma in realtà aumentiamo costi nascosti e inefficienze. L’Europa dimostra il contrario: investire negli infermieri significa ridurre la spesa e migliorare gli esiti».
Secondo Nursing Up, il SSN italiano si trova oggi davanti a una scelta non più rinviabile: continuare a gestire le risorse in modo inefficiente, oppure riequilibrare il sistema valorizzando il ruolo dell’assistenza, garantendo così sostenibilità economica e qualità delle cure.
«Non è più un rischio teorico», conclude il presidente del sindacato. «È una traiettoria già in atto, e senza un cambio immediato di rotta il sistema sanitario nazionale non reggerà l’urto della cronicità».
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